Tutto il mondo del calcio per l’addio a Paolone Rossi

San Bernardino gremita di calciatori, dirigenti e tifosi rossoblù Da Pescara è arrivato anche il presidente della Figc Ortolano
L’AQUILA. Per il suo ultimo viaggio Paolone Rossi ha indossato la tuta della Figc.
Centinaia di persone hanno gremito la basilica di San Bernardino, in centro storico, per i funerali di Giampaolo “Paolone” Rossi, bandiera dell’Aquila calcio e uomo di sport conosciutissimo in città, scomparso mercoledì notte all’età di 76 anni. Un fiocco rossoblù sulla bara durante la funzione religiosa, celebrata dal rettore di San Bernardino, padre Francesco, davanti a tanti calciatori. I giovani all’inizio dell’attività insieme a quelli che hanno appeso da tempo gli scarpini al chiodo. Paolo Rossi era «un padovano tutto cuore che amava L’Aquila più degli stessi aquilani». Così lo hanno ricordato, al termine della funzione religiosa.
Nella chiesa di San Bernardino, gremita all’inverosimile, c’era rappresentata tutta L’Aquila e buona parte dello sport abruzzese. C’era il sindaco Massimo Cialente, con la fascia tricolore, insieme a numerosi consiglieri comunali. C’era anche, arrivato da Pescara, Daniele Ortolano, presidente del Comitato regionale della Figc (Paolone Rossi è stato ct della Rappresentativa abruzzese per molti anni), l’ex presidente del Comitato, Antonio Papponetti, il presidente dell’Aquila Calcio Corrado Chiodi e a poca distanza Marco Mancini, del supporter trust L’Aquila me’, per un momento lontani dalle polemiche di questi ultimi giorni. In prima fila, insieme alla moglie Vittoria, tanti amici ed ex compagni. A San Gregorio, domenica pomeriggio, al termine della partita della formazione locale, verrà deposto un mazzo di fiori sulla panchina dove Paolone era solito sedersi ad osservare i ragazzi, il futuro dello sport.
All’Aquila tutti lo ricordano in tuta, un po’ claudicante, il triste retaggio del terremoto che gli aveva strappato la figlia Valentina, diciotto ore sotto le macerie, le stampelle compagne inseparabili. Proprio il suo fisico possente, da centravanti prima e poi una vita da libero con i colori rossoblù, gli aveva consentito di resistere sotto il crollo della sua casa in via Gualtieri d’Ocre.
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