Uccidono un cervo e un capriolo, presi

Denunciati tre cacciatori di frodo di Acciano, stavano per macellare gli animali in un garage
ACCIANO. Hanno ucciso, decapitato e scuoiato un cervo e un capriolo, ma sono stati beccati dai carabinieri. A finire nei guai tre residenti di Acciano, comune del Parco Sirente Velino. I tre sono stati fermati mentre erano in un garage del centro della Valle Subequana, dove si apprestavano a macellare gli animali. L’operazione è stata condotta dai carabinieri di Castelvecchio Subequo, in collaborazione con i colleghi del comando di Sulmona, sotto gli ordini del maggiore Fiorindo Basilico. I tre, tutti tra i 35 e 40 anni di età, avrebbero abbattuto gli animali appartenenti a specie protette all’imbrunire e utilizzando un fucile con un sofisticato sistema di puntamento. Subito dopo hanno decapitato e scuoiato gli animali, prima di caricarli su una jeep e portali in un garage di Acciano. Lo spostamento però è stato notato dai carabinieri, che li hanno colti sul fatto proprio nel momento della macellazione. I tre sono stati denunciati a piede libero alla procura della Repubblica di Sulmona, per caccia di fauna selvatica protetta. Un reato di tipo penale, che potrebbe costare caro ai bracconieri. Sequestrate anche le armi, i sistemi di puntamento e le munizioni. Inoltre, sono stati sequestrati i tesserini per esercitare la caccia e altre armi possedute dai tre cacciatori di frodo nelle rispettive abitazioni.
Con l’intervento dei veterinari dell’Asl di L’Aquila sono state recuperate le carcasse, anch’esse sequestrate e inviate all’Istituto zooprofilattico di Avezzano per gli accertamenti e lo smaltimento. L’intervento dei militari rientra in una più vasta operazione di contrasto alla caccia di frodo nel territorio della Valle Subequana e del Centro Abruzzo.
L’operazione, infatti, era stata programmata da tempo, ma i carabinieri hanno atteso che il gruppo si muovesse in tutta sicurezza, prima di far scattare il blitz. L’intervento delle forze dell’ordine si è svolto all’interno del comune ricadente nell’area protetta del Parco Sirente Velino e al momento sono in corso indagini per capire se gli animali sono stati uccisi dentro il perimetro del Parco. Fondamentale in questo senso, potrebbe esse il ritrovamento delle teste degli animali. «Chiediamo l’applicazione della legge sulle aree protette per punire i responsabili di questa azione», Oremo Di Nino, direttore del Parco.(f.c.)
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