Uccise l’orsa Amarena, polemica per la presenza della macelleria di Leombruni a “Milonia”

Comune e Parco contro l’attività commerciale dell’uomo, che tuttora è sotto processo: esplode lo scontro
ORTONA DEI MARSI. Esplode il caso della presenza della macelleria Leombruni alla manifestazione “Milonia”. Dopo il Comune di Ortona dei Marsi, anche il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è intervenuto con una dura presa di posizione sulla presenza dell’attività commerciale alla mostra mercato che si è svolta il 10 e 11 ottobre a Cesoli. Una partecipazione che l’ente considera «grave» sotto il profilo etico e istituzionale, tanto da annunciare che la vicenda sarà discussa anche nel Comitato della Comunità a Misura d’Orso di Ortona dei Marsi. Al centro delle polemiche c’è la presenza della macelleria Leombruni, attività riconducibile ad Andrea Leombruni, l’uomo che il 31 agosto 2023 sparò all’orsa Amarena a San Benedetto dei Marsi e per il quale è in corso un procedimento penale al tribunale di Avezzano. L’attività era presente con un banco e, secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, era stata scelta anche per la fornitura dei pasti durante la manifestazione. Il Parco, che da anni patrocina “Milonia” e partecipa con un proprio punto informativo, sottolinea la delicatezza della vicenda.
«Per un Ente che ha tra i propri compiti fondamentali la tutela dell’orso bruno marsicano, trovarsi nello stesso contesto pubblico con una situazione di questo tipo non è un dettaglio. Una cosa è la giustizia, che deve fare il proprio corso nelle sedi competenti. Un’altra è il piano etico e istituzionale». La contestazione riguarda soprattutto le scelte della Pro Loco di Cesoli, organizzatrice della manifestazione. Il Parco precisa che gli operatori presenti erano stati «proposti e invitati dalla Pro Loco» e chiarisce la propria posizione: «Milonia non è un evento del Parco, per cui non spettava al Parco chiedere conto degli altri partecipanti. Sarebbe stato corretto, però, da parte dell’organizzatore, mettere l’ente nelle condizioni di valutare consapevolmente la sua presenza». Una posizione che si aggiunge a quella dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Buccella, che aveva già espresso «forte disappunto», richiamando il rispetto della sensibilità della comunità e la memoria dell’uccisione di Amarena. Il Comune aveva definito «quantomeno discutibili» la presenza del banco e la scelta di affidare alla stessa macelleria la fornitura dei pasti. Aveva inoltre precisato che il patrocinio comunale non comportava la conoscenza preventiva né la condivisione delle singole decisioni, rivendicando la propria estraneità.
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