Uccise una mucca, il Pg: «Pena inflitta troppo mite»

2 Luglio 2018

L’AQUILA. La Procura generale ha impugnato in Cassazione il patteggiamento di un anno e quattro mesi (con i benefìci di legge ) fatto da Pietro Tomei. Gli si contestava, con un altro soggetto per il...

L’AQUILA. La Procura generale ha impugnato in Cassazione il patteggiamento di un anno e quattro mesi (con i benefìci di legge ) fatto da Pietro Tomei. Gli si contestava, con un altro soggetto per il quale si procede a parte, l’uccisione di una mucca gravida e il porto del fucile fuori da casa. I due, una volta scovati, raccontarono di avere ucciso e tentato di macellare la mucca non avendo i soldi per acquistare la carne al negozio. Il Pg, ritenendo che la pena fosse troppo bassa, ha fatto ricorso in Cassazione. Gli atti, su decisione del supremo organo di giustizia, saranno rimessi davanti al gup per una nuova valutazione, ma non sarebbe nemmeno da escludersi che possa essere confermata la precedente decisione. Il ritrovamento della carcassa dell’animale fu fatto da parte di alcuni allevatori, tra i quali Claudio Tatananni, che avvisarono la polizia. La mucca gravida fu uccisa in località Pineta Cardone, a 900 metri di quota sopra agli abitati di Sant’Angelo e San Benedetto di Bagno. Alla mucca, uccisa a fucilate, venne tagliata l’arteria giugulare per dissanguarla completamente. I responsabili portarono via i quarti anteriori e posteriori – più di cento chili di carne – e non riuscirono a prelevare tutto perché impressionati dal sangue.
La mucca, un’ibrida maremmana, portava in grembo un vitellino, anch’esso morto. Un danno per gli allevatori di circa 3mila euro, tra la perdita della mucca gravida e le spese per lo smaltimento a loro carico. Ma potranno fare causa agli indagati per recuperare le spese. I due responsabili furono incastrati in quanto sul posto fu trovata una scheda telefonica. Non fu difficile rintracciare la titolare della scheda ovvero una parente (estranea ai fatti) di uno degli accusati, scheda che era stata usata dall’imputato. Il giovane è difeso dall’avvocato Massimo Costantini.
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