Ucciso dai cani, chiesto un milione

Iniziativa dei legali dei familiari dell’operaio morto un anno fa. Il processo ai detentori degli animali riprende il 6 giugno
L’AQUILA. Una richiesta di risarcimento di circa un milione è agli atti del processo per la morte di Edmond Preka, un muratore albanese sbranato da cani padronali a Paganica.
Il processo per omicidio colposo, nel quale sono imputati i detentori degli animali, è stato aggiornato, l’altra settimana, al 5 giugno per l’incompatibilità del giudice.
La richiesta, dunque, verrà avanzata formalmente nella prossima udienza da parte dei legali di parte civile, gli avvocati Antonio Pascale del Foro di Avezzano e Sonia Giallonardo del Foro dell’Aquila.
I fatti avvennero un anno fa e le indagini furono svolte dai carabinieri della locale stazione.
In base alla ricostruzione della Procura, l’uomo fu inseguito e aggredito dai cani Corsi, tentò di difendersi, ma, vistosi sopraffatto, provò a fuggire finendo nell’acqua di un ruscello, perse coscienza e morì annegato.
I due coniugi, Gianluca De Paulis e Sara Galeassi (ufficialmente intestataria degli animali e prossima alla richiesta di patteggiamento) per i quali il gip dispose il giudizio immediato in quanto detentori degli animali, sarebbero responsabili «perché in concorso tra di loro, per colpa, consistente in negligenza e imprudenza, cagionarono la morte di Edmond Preka».
Dalle indagini, con accuse ancora tutte da provare, sarebbe emerso come la recinzione del cortile dell’abitazione della coppia aveva una recinzione metallica non adeguata a “trattenere” gli animali, tanto è vero che quel pomeriggio tre dei quattro cani erano usciti da un varco che si era aperto nella rete e si erano imbattuti nel malcapitato muratore. L’uomo era sposato con una connazionale e padre di due figli, una bimba di 6 anni e un bimbo di 8. Gli accusati sono assistiti dagli avvocati Alessandro De Paulis e Antonio Valentini.
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