Ucciso di botte, giovane a processo
Accusato di omicidio preterintenzionale per la morte di Massimiani
AVEZZANO. È accusato di omicidio preterintenzionale per la morte di Domenico Massimiani, che tutti conoscevano come Pesciolino, 34enne di Avezzano. Davanti alla Corte d’Assise dell’Aquila è finito Maaloun Jawad, 34 anni, marocchino con precedenti di polizia, arrestato nel maggio 2016 per lesioni gravissime, accusa trasformatasi successivamente in omicidio in seguito alla morte dell’aggredito. Massimiani era stato trovato con la testa fracassata, forse a sprangate, denudato e abbandonato in un campo, dove era rimasto per più di 12 ore, sotto al sole. Un agguato in piena regola, con un presunto autore individuato dalla polizia, Jawad, ritenuto responsabile della violenza. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, fra l’avezzanese e alcuni stranieri (si era parlato di complici) c’era stata una prima lite nei pressi della stazione ferroviaria. Massimiani era finito in ospedale per le ferite causate dalla lite in cui aveva preso un schiaffo per poi cadere a terra. Dopo le cure, si era allontanato dal pronto soccorso. La seconda e più grave aggressione sarebbe avvenuta invece fuori dall’ospedale, dove gli immigrati, secondo una delle piste degli investigatori, lo stavano aspettando. A questo punto il giovane avezzanese sarebbe stato colpito ripetutamente con una spranga. Quindi il nuovo ingresso in ospedale e la morte. L’imputato, difeso dall’avvocato Sandro Gallese, ha alle spalle un piccolo precedente per furto ed era con il permesso di soggiorno scaduto da circa un mese. Gli investigatori, visto anche il passato turbolento della vittima, hanno sempre sospettano che potesse trattarsi di un regolamento di conti, maturato negli ambienti dello spaccio di droga. Nel corso dell’udienza, sono stati ascoltati alcuni testimoni, tra cui i titolari di alcune attività nei pressi della stazione, e i soccorritori del 118. (p.g.)
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