Ucciso per errore, l’amico finisce nei guai

Sotto inchiesta per omicidio colposo il giovane che ha esploso i colpi mortali. Il dolore sui social: «Ci mancherai»
L’AQUILA. Giornata importante quella di ieri per far luce sulla dinamica dell’incidente di caccia nel quale, a Vibo Valentia, in Calabria, ha perso la vita Luca Pulsoni, finanziere di 26 anni originario di Camarda. Innanzitutto è stata eseguita l’autopsia che da alcune indiscrezioni pare abbia confermato le ipotesi fatte subito dopo l'incidente. Il giovane è stato colpito a una spalla da pallettoni sparati dal fucile di un amico usato per la caccia al cinghiale. La morte sarebbe sopravvenuta per dissanguamento. La Procura ha anche interrogato il sospettato F.N., indagato con l’accusa di omicidio colposo. Poco è trapelato dall’interrogatorio dell’indagato che è servito agli inquirenti soprattutto per cercare di capire come mai e in che circostanze è partito quel colpo di fucile che poi si è rivelato fatale.
Intanto continuano ad arrivare alla famiglia attestazioni di cordoglio e vicinanza. Il padre di Luca, Massimo, è luogotenente dei carabinieri, la mamma è insegnante. Un amico di Luca ha scritto su Facebook: «Non si può morire a 26 anni mentre fai la cosa che ami di più. Grazie a quella passione ci siamo conosciuti e da allora è nata una grande amicizia. Sei una persona come poche, veramente. Mai arrabbiato, mai una parola fuori posto. Avevi un lavoro – mi dicevi – sognato da sempre e, nonostante le mille difficoltà, conquistato con orgoglio anche se purtroppo ti ha costretto ad allontanarti da noi e dalla tua terra. Ricorderò quel 26 dicembre 2019, l’ultima volta in cui ti ho visto. Ti voglio bene amico mio. Ciao Luca». Un altro amico scrive: «Il destino ha deciso che proprio quella stessa passione che ci ha fatto incontrare abbia deciso di portarti via. Sei una persona, un amico, che si incontra poche volte nella vita, unica. Ti voglio ricordare sorridente come sempre».
I funerali di Luca Pulsoni si terranno domani alle 15 a Camarda. (g.p.)
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