Udc nel caos, Rosa va via e approda al gruppo misto

11 Aprile 2019

L’ormai ex segretario cittadino lascia in aperta polemica il partito della Vela Nel mirino soprattutto la gestione delle Regionali. Poltrona a rischio per Cipolloni

AVEZZANO. Udc addio: Leonardo Rosa, segretario cittadino e capogruppo consiliare, abbandona il partito della Vela e passa al gruppo misto. Il cambio di casacca, nell’aria da tempo, segna il “de profundis” per il progetto centrista, partito in pompa magna alla comunali, dove l’Udc conquistò la palma di primo partito in città: 10% dei voti e 3 consiglieri eletti. Con l’abbandono del capogruppo, l’Udc scende da tre a due consiglieri, Marco Natale e Luigia Francesconi, mettendo a rischio la poltrona del vicesindaco, Lino Cipolloni, molto ambita a palazzo di città, in primis dall’assessore leghista, Leonardo Casciere.
La partita, ovviamente, si giocherà sui nuovi equilibri che si vanno delineando a palazzo di città, dove anche Gabriele Tudico e Sonia Di Stefano, le 2 new entry in maggioranza, con la casacca di Forza Italia, puntano a un assessorato.
Sul fronte Udc, Rosa ripercorre le tappe dell’avventura, «quando con gli amici del primo percorso», ricorda, «decidemmo di dare fiducia al partito che in quel momento sembrava meglio impersonare i valori moderati. Quando si aderisce a una struttura partitica, generalmente si è motivati dalla vicinanza a una ideologia e dalla necessità di conseguire obiettivi comuni nel breve, medio e lungo termine. Il fenomeno dell’anatra zoppa ha fatto perdere di vista gli obiettivi iniziali in quanto intenti a focalizzare tutte le energie sulla foga di amministrare soffocando le legittime istanze sul come e quando. Qui gli altri obiettivi si sono sviliti per assenza di identità e incapacità di condivisione». Seppur indirettamente, quindi, Rosa imputa al segretario Cipolloni di aver perso la bussola una volta assunta la carica di vicesindaco.
Chicca finale la storia delle Regionali, dove Cipolloni, in risposta all’ingresso in lista di Marianna Scoccia, chiese ai centristi di non votare il partito, per poi sostenere il forzista Emilio Iampieri. «Alle Regionali», insiste Rosa, «il valore dell’Udc è diventato un non valore, in cui tutti si sono sentiti liberi di fare tutto e il contrario di tutto con l’unico silente obiettivo di svuotare il partito a vantaggio di schieramenti confratelli del centrodestra. All’epilogo di tale illogica condotta il risultato è stato un completo scollamento tra chi era rimasto ancorato allo schema dell’amministrare e chi avrebbe ancora voluto discutere il come, dove e quando».
Niente dialogo, quindi, nel partito, tanto vale andare altrove. «Consapevole che la politica non è solo forza di numeri», conclude l’ex esponente Udc, «ma anche, e soprattutto, desiderio di promuovere e confrontarsi sui contenuti e non su strutture di contenitore, avverto la responsabilità di riacquistare autonomia e libertà per cercare un nuovo inizio». Il gruppo misto appare, quindi, un approdo momentaneo.
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