Uffici comunali, sedi in affitto: «Soldi buttati e disagi agli utenti»

8 Febbraio 2023

I canoni costano un milione l’anno alle casse dell’ente. La consigliera Pezzopane torna all’attacco: «L’amministrazione Biondi tiene bloccati i 35 milioni ottenuti nel 2012 per realizzare il polo unico»

L’AQUILA. «Un affare da un milione di euro l’anno, bruciato sull’altare dell’inefficienza e del futile». Così la consigliera comunale del Partito democratico Stefania Pezzopane torna a gamba tesa sulla questione degli uffici municipali dell’Aquila ospitati negli edifici privati della città. E lo fa a pochi giorni dall’approvazione in giunta del Piano di razionalizzazione delle spese, che mette nero su bianco costi enormi per le casse dell’ente.
«L’amministrazione sperpera fondi pubblici e contemporaneamente tiene bloccati 35 milioni di euro ottenuti per la sede unica del Comune, mentre numerosi uffici municipali continuano a rimanere in sedi disorganiche e di proprietà privata con oneri e fitti passivi a carico delle finanze pubbliche», continua Pezzopane, che già nei mesi scorsi aveva avanzato una interrogazione alla giunta sul tema insieme al resto dell’opposizione. «Si va avanti così tra previsioni sempre smentite dai fatti e senza un piano parcheggi a supporto dei dipendenti e dei cittadini che dovessero avere la necessità di recarsi negli uffici comunali».
Aggiunge: «Non è normale ottenere tanti soldi per le sedi, non usarli e spendere invece un milione l’anno in fitti passivi. Ormai è materia da Corte dei Conti. A chi giova questo sperpero di denaro pubblico? Sicuramente non alle casse comunali. Sindaco e giunta parlano di “sede diffusa” nel centro storico. Ma si prospettano tempi biblici: del resto non sono ancora riusciti a ridarci palazzo Margherita, nonostante le promesse elettorali e la finta inaugurazione ad aprile 2022».
Quindi Pezzopane ripercorre le tappe della vicenda: «Gli uffici comunali hanno una importanza primaria per i cittadini, le imprese, le famiglie per tutti i servizi erogati quotidianamente. Il terremoto ha acuito la frammentazione degli uffici, con pesanti costi di mantenimento delle strutture. Dopo il sisma, infatti, le sedi di quasi tutti gli uffici pubblici trovarono una prima disponibilità nella scuola allievi della guardia di finanza. Alla inagibilità di palazzo Margherita e di via Sassa e nella necessità di reperire ulteriori spazi, si pose rimedio con palazzo Fibbioni e le sedi di via Avezzano, via XXV Aprile, via Ulisse Nurzia, Villa Gioia e infine anche via Aldo Moro. Ma dovevano essere soluzioni provvisorie. Per questo si approntò un progetto ambizioso di sede unica in zona strategica, a ridosso della stazione. Con delibera del 2012 il Cipe (Comitato interministeriale, ndr) assegnò 35 milioni per la realizzazione della sede unica del Comune. Poi sono stati fatti tutti i passaggi necessari: verifiche, relazioni geologica e sismica. Nel 2017 venne consegnato il documento commissionato dal Comune a una equipe di esperti dell’Università. Ma con l’insediamento di Biondi è saltato tutto».
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