«Uffici in centro storico»

20 Giugno 2017

Di Benedetto: per la sede unica servono 10 anni, e il turismo non è solo la montagna

L'AQUILA. Sviluppo del turismo e dell'industria, incentivi alle piccole imprese, implementazione della tecnologia, tutela dell'ambiente, rivalutazione dell'aeroporto di Preturo, lotta al precariato e tutela dei più deboli. E poi sanità, edilizia scolastica, vertenze occupazionali. Sono alcuni dei temi chiave su cui deve confrontarsi la città nei prossimi anni secondo il programma di Americo Di Benedetto, analizzati ieri pomeriggio in quello che è stato il primo di una serie di incontri tematici che il candidato sindaco di centrosinistra terrà sino al giorno del silenzio elettorale pre-ballottaggio, nel suo “quartier generale” di via Vicentini. Temi noti, notissimi, su cui spicca, però, una parola d'ordine: partire da ciò che è stato fatto, dall'esistente, con l'intento di essere più ambiziosi e uscire dal “mood” (umore) post-sisma, puntando ad accorciare, ad esempio, le distanze con la Capitale: idee su cui Di Benedetto si confronterà anche oggi alle 18.30 all'auditorium dell'Ance con il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
OCCUPAZIONE. Anche se il Comune non ha competenze e strumenti specifici, può agire per «creare le condizioni per far nascere nuove economie, lanciando la rinascita di un tessuto produttivo che crei occupazione non falsata dal sistema delle sovvenzioni pubbliche», ha detto il candidato sindaco della coalizione civico-progressista. I fondi del 4% del plafond della ricostruzione destinati allo sviluppo economico saranno l'ossigeno per far ripartire un tessuto economico colpito dalla crisi economica post-sisma.
AEROPORTO. Non solo accesso e scalo di Protezione civile. Per Di Benedetto può diventare un centro di sperimentazione e di produzione per le case di produzione di veicoli aerei sia classici sia nuove produzioni. Di Benedetto non chiude le possibilità per l'aeroporto dei Parchi a essere scalo commerciale, «data l'attuale riorganizzazione degli scali di Roma», in sostanza salvando la strada intrapresa dall'amministrazione Cialente, che attivò una convenzione ventennale con la Xpress per lo sviluppo commerciale dell'aeroporto.
INDUSTRIA. Difendere a spada tratta i settori dell'aerospaziale e il farmaceutico, ma avere anche il coraggio di creare dei sistemi d'incentivazione della nuova imprenditorialità: questa l'dea di Di Benedetto, che pensa a «sistemi d'incubazione d'impresa, come quelli adottati in città come Bologna e Milano, recuperando il patrimonio pubblico industriale come quello dell'ex Italtel ed ex Sercom». Quanto ad Accord Phoenix, per Di Benedetto «ha avuto delle difficoltà, ma va tutelato avendo beneficiato di disponibilità pubbliche ingenti e nella prospettiva di salvaguardare l'occupazione». Occupazione che dev'essere tutelata anche nel vasto mondo del contact center dell'Aquila.
TURISMO. Prima di grandi strategie sul turismo, si deve puntare «al decoro della città, come possiamo fare accoglienza a chi viene da fuori, se prima non rendiamo bella e vivibile la città per i suoi abitanti?», è l'idea del candidato sindaco. «Lo sviluppo del turismo è rimasto confinato alla sola tematica del turismo montano invernale. Da un punto di vista economico è riduttivo concentrarsi sulle questioni relative all’infrastrutturazione turistica della montagna», ha spiegato Di Benedetto.
SEDE COMUNALE DEI SERVIZI. L'Aquila ha bisogno di una sede unica dei servizi, ma dato che il progetto approvato dall'amministrazione Cialente per la realizzazione di una sede all'ex autoparco, a ridosso della stazione e all'ingresso ovest della città, «si deve capire la percorribilità tecnica di quella zona», ha detto Di Benedetto, «la nostra città è dinamica, quello che decidi oggi verrà realizzato fra molti anni e devi poterlo collocare nella città del domani. Probabilmente la sede unica vedrà la luce fra 10 anni, nel frattempo dobbiamo riorganizzare la città con i suoi servizi anche in centro storico».
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