Uffici Utr, scontro sull’ipotesi di riordino

26 Giugno 2018

I dipendenti contro la proposta del Movimento 5 Stelle: «Ignorato il punto di vista dei dipendenti»

L’AQUILA. «Apprendiamo con sgomento che in sede di esame della conversione in legge del Dl 55 2018 è stato presentato un ordine del giorno a firma dei senatori pentastellati Di Girolamo, Di Nicola e Castaldi, finalizzato a riconsiderare la possibilità di riapertura a pieno regime degli uffici territoriali per la ricostruzione soppressi dal primo luglio». Lo affermano i dipendenti degli Uffici territoriali 2, 3, 4, 5, 6, 8. «La motivazione specificata nell’Odg» dicono, «è: “al fine di mantenere un servizio di prossimità per i cittadini colpiti e per evitare il sovraccarico della gestione delle pratiche in capo a un unico ufficio”. Questa è l’ennesima riprova della “schizofrenia” di una politica che non considera minimamente il destino dei lavoratori utilizzati nel processo di ricostruzione, bensì li considera come pedine in una partita tra poteri locali ed esigenze di riorganizzazione della macchina statale, macchina orientata all’efficientamento delle risorse e al contenimento della spesa pubblica. Nonostante gli appelli del personale, gli incontri con le associazioni sindacali e con gli esponenti della politica locale, ancora una volta, alle persone, alle loro famiglie, alle loro aspirazioni, viene anteposta l’incomprensibile volontà di mantenere immutato un assetto non adeguato alle esigenze della ricostruzione del cratere, mantenendo lo “status quo”, ovvero posizioni di potere consolidate».
«È più di un anno», aggiungono, «che chiediamo alle Istituzioni la risoluzione delle anomalie contrattuali che rendono la nostra posizione lavorativa precaria, pur essendo assunti mediante il superamento di un concorso pubblico a tempo indeterminato. Sono anni che vediamo impedita ogni prospettiva di crescita professionale e personale nella noncuranza generale La soppressione sembrava aprire la strada a una soluzione organica delle problematiche anche rispetto alla gestione del personale, tenuto conto che la norma prevede la possibilità di aprire sportelli in una o più sedi degli uffici territoriali mantenendo un servizio di prossimità con i cittadini e a tutela delle esigenze del personale legato al territorio. Constatiamo che sebbene si sia chiesta, alla politica tutta, una soluzione definitiva ai nostri problemi, nonostante, tale soluzione sia stata individuata e cristallizzata attraverso la presentazione dell’emendamento al Ddl 2860/2017, il numero 16.0.35, poi inspiegabilmente ritirato, nulla si è fatto per sanare una situazione vergognosa figlia di una politica che manifesta più interesse a tutelare le rendite di posizione di pochi piuttosto che gli interessi di tanti».