Ufficio postale chiuso, disagi e proteste
SULMONA. Disagi e proteste, ieri mattina, davanti all’ufficio postale della frazione della Badia. Un difetto di comunicazione aveva lasciato intendere che già da ieri mattina lo sportello a servizio...
SULMONA. Disagi e proteste, ieri mattina, davanti all’ufficio postale della frazione della Badia. Un difetto di comunicazione aveva lasciato intendere che già da ieri mattina lo sportello a servizio di tutti i residenti delle frazioni ai piedi del Morrone, sarebbe stato riaperto insieme agli altri 21 uffici postali minori della provincia aquilana. Fin dalle prime ore di ieri mattina, una piccola folla si è raccolta davanti all’ufficio in attesa di vedere finalmente la saracinesca delle Poste aperta, dopo settimane di interruzione del servizio. Varie le pratiche da sbrigare: chi doveva ritirare raccomandate, chi prelevare denaro contante, chi effettuare operazioni urgenti rimaste arretrate e chi, infine, doveva pagare le bollette di gas, luce e telefono. Ma l’attesa si è rivelata vana perché l’ufficio postale riaprirà solo oggi e per un solo giorno a settimana, invece dei tre assicurati nel periodo precedente all’emergenza sanitaria. Un brutto colpo per i residenti delle frazioni, tra i quali figurano diversi pensionati che hanno vivacemente protestato per il disservizio. «Come al solito sono sempre i più deboli a essere penalizzati», protesta un pensionato residente a Bagnaturo. «Aspettavamo da giorni con tanta ansia che l’ufficio postale riaprisse, ma oggi (ieri per chi legge) per noi è stata una doccia fredda. Oltre a non poter sbrigare le nostre necessità, ci è stato comunicato che l’ufficio sarà aperto per un solo giorno a settimana». Scuse agli utenti sono arrivate nel pomeriggio dalle Poste per il disguido e per i disagi provocati agli utenti. «Anche se», precisa l’ufficio stampa, «la decisione di ridurre i giorni di apertura dell’ufficio rispetta la linea imposta dal governo per contenere la diffusione del virus». (c.l.)
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