Ufficio ricostruzione: addetti citano il Comune

26 Gennaio 2016

ROCCA DI MEZZO. Cinque addetti dell’ufficio territoriale per la ricostruzione del comune di Rocca di Mezzo hanno fatto causa all’amministrazione per avere il riconoscimento di somme (al di là del...

ROCCA DI MEZZO. Cinque addetti dell’ufficio territoriale per la ricostruzione del comune di Rocca di Mezzo hanno fatto causa all’amministrazione per avere il riconoscimento di somme (al di là del normale stipendio) a titolo di indennità «per specifiche responsabilità». In sostanza, in circa tre anni i dipendenti avrebbero svolto un lavoro che va oltre quello per cui erano stati assunti. In particolare sarebbero stati individuati dal Comune «come responsabili del procedimento; hanno garantito il rispetto della tempistica procedimentale curando le relative comunicazioni, gestendo la fase istruttoria; hanno assunto in piena autonomia scelte caratterizzate da discrezionalità tecnico amministrative; hanno sostenuto in autonomia scelte caratterizzate da discrezionalità tecnico amministrativa; hanno sostenuto in autonomia colloqui con i titolari della pratica e/o altre pubbliche amministrazioni; hanno firmato provvedimenti conclusivi del procedimento idonei a impegnare l’amministrazione verso l’esterno; e che nonostante l’enorme e complessa attività procedimentale da essi svolta i suddetti dipendenti non hanno percepito l’indennità di responsabilità di procedimenti complessi e che tale indennità costituisce compenso accessorio». Chi non conosce nel dettaglio i meandri della burocrazia italiana potrebbe chiedersi: ma se i dipendenti non potevano fare il lavoro di cui sopra, per quali procedimenti “non complessi” erano stati assunti? Ma non finisce qui perché i ricorsi sono due. L’altro riguarda «la illegittimità dell’attribuzione da parte del Comune della posizione organizzativa di coordinatore responsabile del servizio». In sostanza il Comune avrebbe affidato il compito di coordinatore a un suo dipendente (assunto con altra tipologia di concorso ) mentre l’avrebbe dovuto affidare a uno dei componenti dell’ufficio assunto con il concorsone. Da qui la richiesta di revoca di quell’incarico e la richiesta danni da parte di chi a quell’incarico avrebbe potuto aspirare. La causa davanti al giudice del lavoro è stata incardinata venerdì scorso quando si è svolta la prima udienza. Se il Comune dovesse soccombere rischia di dover pagare una cifra che potrebbe superare di parecchio i centomila euro (compresi interessi e rivalutazioni varie). E dove andranno presi quei soldi? Probabilmente dai fondi della ricostruzione. Ma di queste e altre conflittualità all’interno degli Utr (per esempio il trasferimento di una delle sedi da Caporciano a San Pio delle Camere frutto di una sorta di “faida” fra sindaci) non si parla. Quello che conta sono i comunicati stampa trionfali in cui tutto va bene e tutti sono bravi e virtuosi. (g.p.)

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