Ultimata la galleria di Marana: passo avanti per la superstrada

17 Luglio 2021

Gruppo Toto, Anas e amministratori locali celebrano il completamento dello scavo del tunnel da 1 km Un altro anno di lavori per terminare il quarto lotto. Paolo Toto: «Da 60 anni al fianco degli abruzzesi»

L’AQUILA. La galleria di Marana è una realtà. Si è concluso nella giornata di ieri, con una cerimonia nel cantiere Toto Costruzioni Generali, lo scavo della galleria di Marana, al quarto lotto della variante alla statale 260 “Picente”, nel territorio comunale. La galleria, lunga 1.148 metri, viene ritenuta dai tecnici «l’opera più importante e significativa del lotto e tra le più importanti dell’intera dorsale L’Aquila-Montereale-Amatrice, in fase di rinnovamento su impulso del committente Anas. Una variante che consentirà di lambire i pittoreschi centri dell’Alto Aterno senza attraversarne gli abitati. Capace di connettere con una viabilità strategica, sicura e confortevole, Abruzzo, Lazio e Marche con le principali direttrici, sia in direzione di Roma, sia verso la costa adriatica».
IL PROGETTO. L’intervento di Toto Costruzioni Generali, per un valore di oltre 46 milioni di euro, riguarda «l’ammodernamento e l’adeguamento in sede e in variante, con una sezione stradale di 9,5 metri complessivi, dei sei chilometri e mezzo di statale tra lo svincolo di Marana e quello di Cavallari, tra i comuni di Montereale e Capitignano. Oltre alla galleria», fanno sapere dal Gruppo Toto, «la tratta include un viadotto e quattro ponti, che sono in costruzione». Lo scavo della galleria Marana è andato avanti contemporaneamente in due direzioni, da entrambi gli imbocchi, e si è concluso nella mattinata di ieri, alle 10,30, con l’abbattimento dell’ultimo diaframma che separava i due fronti.
OBIETTIVO GIUGNO 2022. «Abbiamo lavorato con mezzi meccanici e microcariche esplosive, quello che in gergo tecnico si chiama “drill&blast”, arrivando a toccare punte di avanzamento di 160 metri al mese», dichiara l’ingegner Matteo Scacciafratte, project manager di Toto Costruzioni. «La galleria, con un diametro di scavo di 12 metri, ospiterà due corsie di marcia da 3,5 metri. Contiamo di riuscire a consegnare i lavori del quarto lotto entro giugno 2022, nei tempi previsti». Un lotto strategico per il completamento di una superstrada che attraverserà i territori di due province, L’Aquila e Rieti, di territori una volta uniti amministrativamente al territorio abruzzese, e consentirà un collegamento sicuro, adeguato alle più recenti normative antisismiche, tra gli epicentri dei più devastanti terremoti del Centro Italia in anni recenti. «Per il Gruppo Toto è il segno di un legame indissolubile con il territorio», afferma Paolo Toto, presidente di Toto Costruzioni. «Se con il business delle energie rinnovabili e delle costruzioni ci siamo spinti molto lontano, anche dall’altra parte dell’Atlantico, la nostra identità resta fortemente radicata in questa splendida regione. Quest’anno Toto Costruzioni celebra i suoi 60 anni di attività ed è fondamentale essere qui, a testimoniare la continuità del nostro impegno di costruttori abruzzesi. Sempre in terra d’Abruzzo per conto della concessionaria di Gruppo, la Strada dei Parchi, stiamo portando avanti un’imponente operazione di messa in sicurezza antisismica dei viadotti della rete autostradale A24 e A25. E abbiamo iniziato proprio da quelli più vicini al cratere dell’Aquila. Oggi, grazie al lavoro dei nostri ingegneri e delle nostre maestranze, alla tenacia degli amministratori locali e della Regione Abruzzo e all’impegno del committente, abbiamo terminato nei tempi previsti lo scavo di un’opera di fondamentale importanza per l’economia e il turismo di queste aree. Un crocevia di tre regioni che lambiscono riserve naturali e paesaggi incantevoli. Da costruttori e gestori autostradali siamo consapevoli di quanto le infrastrutture stradali siano l’architrave di ogni futuro sviluppo e da abruzzesi siamo testimoni di quanto possano andare lontano i nostri conterranei, quando li si mette in grado di farlo. Come impresa abbiamo iniziato l’attività nel grande boom economico degli anni ’60 e con opere come queste, in un contesto di grande rinnovamento a livello nazionale e globale, auspichiamo di porre le basi per una rinascita più sostenibile».
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