Ultimatum a Tedeschi: «Restituisci i soldi»

24 Febbraio 2017

Conto da mezzo milione di euro per l’ex amministratore delegato: compensi incassati e non dovuti dal 2008 e il 2012

AVEZZANO. Con una nota a firma del Collegio di gestione, il Consorzio acquedottistico marsicano ha chiesto la restituzione dei compensi incassati e non dovuti all’ex presidente Gianfranco Tedeschi, attuale sindaco di Cerchio. Una somma, stando a una stima fatta dagli uffici della società con sede a Caruscino, che supera il mezzo milione di euro. Si tratta di soldi percepiti tra il 2008 e il 2012 in qualità di amministratore delegato del Consorzio acquedottistico.

Il provvedimento datato 27 gennaio porta la firma dei tre componenti del Consiglio di gestione, Giuseppe Venturini, Paola Attili e Armando Floris, e si basa su un documento della Corte dei conti (nota numero 8614 del 5 maggio 2016). Nel periodo finito sotto la lente della magistratura contabile, Gianfranco Tedeschi era presidente del Cda e amministratore delegato del Cam. Ma era anche sindaco di Cerchio, Comune socio del Consorzio. Il 20 aprile 2007, l’assemblea dei soci del Cam (formata dai rappresentanti dei Comuni) ha deliberato di corrispondere a Tedeschi, in qualità di amministratore delegato, un compenso annuo di 84.000 euro lordi a partire dal 2008. Il 17 febbraio 2009 la stessa assemblea, all’unanimità, ha confermato Tedeschi alla guida del Cam, portandone il compenso a 9.000 euro al mese. Secondo l’Ato, in quanto sindaco di un Comune socio del Cam, Tedeschi non poteva ricoprire anche la carica di Ad. Tedeschi, però, dalla sua aveva non solo le delibere delle assemblee dei Comuni-soci, ma anche i pareri di alcuni esperti.

Ma il Consiglio di gestione è andato dritto per la sua strada e ha presentato la stangata a Tedeschi.

«Tenendo conto che l’assemblea della società, tenutasi in data 9 agosto 2016, non ha ritenuto di assumere iniziative per mancanza del numero legale», viene evidenziato nella nota spedita a Tedeschi, «con la presente, per quanto di ragione e di nostra competenza, veniamo a richiederle di restituire a questa società tutti i compensi incassati e non dovuti come specificato dalla Corte dei conti. In difetto, premesso che la presente costituisce anche formale messa in mora, ci vedremo costretti ad agire nei suoi confronti per la tutela delle giuste ragioni del Cam spa».

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