Ultimo atto Snam, 10 lettere di esproprio

12 Dicembre 2018

Inviate ai titolari di appezzamenti sui quali sorgerà la centrale di compressione del gas: un mese per le controdeduzioni

SULMONA. Stanno arrivando le ultime lettere di espropri per i terreni su cui dovrà sorgere la centrale della Snam. I residenti e i proprietari degli appezzamenti delle terre che insistono sul percorso del metanodotto e su quello della relativa centrale stanno ricevendo gli avvisi (10) da parte della società del gas che li avverte della possibilità di produrre eventuali osservazioni o pareri entro un mese.
AVVISO PUBBLICO. Per lo stesso motivo, la Snam ha provveduto a pubblicare l’avviso sull’albo pretorio del Comune. In particolare, i terreni sono quelli nei pressi di una cava di marmo, che andranno a completare il puzzle delle particelle che ricadono nel perimetro del progetto.
VENDITE DAL 2004. La società del gas ha avviato dal 2004 le pratiche di acquisto dei lotti di Case Pente, alle spalle del cimitero sulmonese, per realizzare la centrale del gas. Le terre, in quella zona e in quegli anni, sono state valutate dai 6 ai 7 euro a metro quadrato, dopo una lunga contrattazione con la Snam. Nessun indennizzo o particolare trattamento previsto, se non una maggiore valutazione per gli imprenditori agricoli che sono riusciti a dimostrare che la loro professione era legata a quei terreni. In quel caso l’importo è salito. Per tre o quattro anni dopo la vendita la Snam ha consentito loro di continuare a coltivare i terreni, poi sono arrivate le lettere che li avvertivano del fatto che non potevano più farlo.
ADDIO ALLE MELE. I varchi, infatti, sono stati chiusi con delle reti e i perimetri recintati, coi terreni dove prima si producevano le tipiche mele limoncella, annurca o zitella, lasciati in abbandono per anni. Sono stati una ventina i proprietari di appezzamenti a Case Pente – per un totale di 14 ettari - che hanno venduto quasi 15 anni fa alla Snam per paura di successivi espropri o svalutazioni, che non gli avrebbero garantito un guadagno congruo al valore di mercato di quelle terre. Tra i venditori ci sono molte persone anziane o che si erano trasferite all’estero e che quindi hanno preferito vendere delle proprietà che sarebbero rimaste inutilizzate. Dopo i primi contatti avviati nel 2004 con gli agricoltori, i rappresentanti della Snam, acquisiti i terreni per la centrale dal 2005, sono poi ripartiti ripartendo per formalizzare le vendite o le cessioni delle aree per il gasdotto. Molti i proprietari contattati già nove anni fa per una cessione volontaria della proprietà, con la possibilità di continuare a coltivare, perdendo però la titolarità del lotto e concedendo alla società il diritto di passaggio ad ogni necessità. Sono state rintracciate decine di persone da Bagnaturo a Case Pente, in un tragitto di 6 chilometri in linea d’aria. Contro l’opera proprio due giorni fa 25 sindaci, più la Regione, la Provincia, i comitati cittadini per l’ambiente e le associazioni ambientaliste hanno ribadito il loro no, che ripetono da 11 anni.
IL SINDACO NON MOLLA. «Una risposta il governo ce la deve dare», interviene il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, «ho chiesto un incontro al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, «e ho mandato anche una lettera per ricostruire tutte le incongruenze dell’iter autorizzativo. Sono stati presentati ricorsi al Tar dal Comune, congiuntamente agli altri Comuni del comprensorio, alla Regione ai comitati ambientalisti e associazioni, contro i decreti del governo, con cui si autorizza la costruzione della centrale. Vizi e forzature procedurali, emerse nella vicenda del metanodotto e della centrale, sono stati sottoposti al Tar».
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