Un addio in punta di piedi per Ventrone

Il pittore di fama internazionale è stato sepolto a Collelongo, niente cerimonia così come aveva chiesto
COLLELONGO. Un addio in punta di piedi, come era nel suo stile. Luciano Ventrone, 78 anni, pittore di fama internazionale, è stato sepolto ieri mattina nel cimitero di Collelongo, paese dove si era rifugiato ormai dal 1996. Artista dedito al “realismo-astrattismo” aveva scelto di vivere insieme alla moglie Miranda Gibilisco, originaria proprio di Collelongo, in una casa ai piedi della montagna che negli anni aveva trasformato in un vero e proprio museo. Molto legato all’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, nei mesi più freddi tornava a Roma, dove era nato e si era formato, e dalla primavera in poi viveva invece tra le amate montagne della Vallelonga. Persona schiva e riservata, non si vedeva mai in giro per il paese. Il suo tempo lo trascorreva a dipingere in quello che era diventato ormai il suo studio preferito con la giusta luce e la giusta atmosfera. Anche il primo cittadino, Rosanna Salucci, lo aveva visto solo poche volte in giro a Collelongo. Appresa la notizia della scomparsa ha avuto modo di porgere le condoglianze a nome di tutto il paese alla moglie con la quale era sempre in contatto. «Sono andata personalmente a casa della famiglia Ventrone e ho avuto modo di vedere le ultime opere realizzate dall’artista», ha raccontato il sindaco, «fino a 15 giorni fa dipingeva, poi alcuni problemi di salute lo hanno costretto a fermarsi. Per noi è un onore averlo avuto come concittadino, ospitare la sua tela “Madonna dell’Assunta” nella nostra sala consiliare e sapere che ha scelto di essere sepolto a Collelongo». Ieri mattina il feretro ha lasciato la sua abitazione e, con pochissime persone al seguitol proprio come da lui richiesto, ha raggiunto il cimitero comunale dove è stato sepolto. Un addio laico e senza commemorazioni, con la presenza della polizia locale a vigilare sul rispetto delle norme anti-Covid. (e.b.)
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