Un anno fa la scomparsa di Cialone ambientalista e amministratore

22 Giugno 2021

L’AQUILA. Un anno fa moriva, a 69 anni, per un infarto, Giovanni Cialone membro di Italia Nostra, delegato di Slow Food, ex assessore, profondo conoscitore del territorio, ricercatore del Cnr, vice...

L’AQUILA. Un anno fa moriva, a 69 anni, per un infarto, Giovanni Cialone membro di Italia Nostra, delegato di Slow Food, ex assessore, profondo conoscitore del territorio, ricercatore del Cnr, vice presidente del Parco Gran Sasso-Laga, membro del comitato di gestione della Riserva del fiume Vera a Tempera. Oggi lo ricorda un suo amico, l’ambientalista Alfonso De Amicis. «È passato un anno e i moniti che lanciavi sui rischi ambientali sono rimasti immutati», scrive, «tuttavia l'indifferenza e la sudditanza della politica allo strapotere dell'economia e della finanza non ha subìto variazioni. Per pochi spiccioli si sacrificano metri quadri del Parco Sirente Velino. Questo non risolverà né il rapporto tra comunità e pianificazione ambientale, tanto meno porrà un freno allo spopolamento di tutti quei borghi che insistono su questo bellissimo territorio. Ti eri dato l’obiettivo della tutela a seguito dei reiterati allarmi sul clima. Il pianeta rischiava e rischia molto. Tu lanciavi continuamente questi ammonimenti, pensando che la funzione protettiva la preservazione degli ecosistemi potesse viaggiare per un rinnovato rapporto uomo natura. In tal senso», continua De Amicis, «avevi suggerito percorsi originali dentro la Comunità del Parco Gran Sasso Monti della Laga e, in piccolo, dentro la Riserva del Vera. Riserva che nonostante le solite lamentele di qualche personaggio, gode di ottima salute come succede quando attività umana e acqua si sono fuse nella storia del posto. Lo ha certificato l’università dell’Aquila. La questione essenziale è stata nel cercare sempre nuove vie di sperimentazione audaci, rilanciando il rapporto tra uomo e ambiente, guardando soprattutto al passato, perché esso solo si conosce e conoscendolo meglio si può programmare un futuro plausibile. A monte di questo pensavi sempre che ci potesse essere un’amicizia rispettosa tra piante e uomo, tra agricoltura e nuove e vecchie generazioni. Cosa che per te aveva un significato preciso: uno sviluppo della società capace di mantenere equilibrio e armonia». (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .