Un anno senza sindaco per la città Di Pangrazio tornerà l’8 gennaio

Sospeso dalla legge Severino: nel 2021 la condanna per peculato sull’uso delle auto blu in Provincia Difficile un rientro anticipato già da settembre in seguito a una possibile prescrizione del reato
AVEZZANO. Un anno senza sindaco. Cosa accadrà? Sono due le possibilità che potrebbero rimettere in sella Gianni Di Pangrazio, sospeso a causa della legge Severino dopo la condanna per peculato d’uso in primo grado. La prima possibilità è che Di Pangrazio torni a sedere sullo scranno comunale dopo l’estate, e più esattamente dopo il 13 settembre, appena verrà dichiarata la prescrizione dei reati di cui è accusato per un presunto utilizzo irregolare delle auto blu quando era dirigente della Provincia dell’Aquila. Se la sentenza di prescrizione non dovesse esserci, la seconda possibilità è il rientro in Comune l’8 gennaio, quando saranno scaduti i 18 mesi di sospensione dalla carica amministrativa previsti dalla legge Severino. In realtà c’è anche una terza possibilità, alquanto improbabile, ma che vedrebbe aggiungersi un ulteriore anno di sospensione ai 18 mesi. Una eventualità che si verificherebbe solo in caso di una condanna prima del 13 settembre, durante l’udienza di Appello.
È una vera e propria odissea quella che sta vivendo Di Pangrazio, eletto sindaco dai cittadini e subito dopo sospeso. Da allora, dalla sospensione, l’8 luglio 2021, è passato un anno. Poi la battaglia legale che però non ha concesso nulla riguardo alle richieste del sindaco sospeso. Il 20 settembre 2021, infatti, sarebbe dovuta arrivare la decisione del giudice civile sul ricorso presentato dal sindaco di Avezzano. L’attesa, invece, era stata molto più lunga e soltanto a novembre era arrivata la decisione del tribunale dell’Aquila. Una decisione che però non ha apportato nulla di nuovo alla situazione. Il tribunale aveva infatti respinto le richieste dei legali di Di Pangrazio (Antonio Milo, Claudio Verini e Stefano Recchioni). La difesa aveva contestato la sospensione dalla carica di sindaco dopo la condanna per peculato d’uso in merito alla vicenda delle auto blu. Il ricorso civile si fondava su alcuni precedenti in cui la legittimità della legge Severino era stata messa in discussione. L’istanza faceva leva su punti ritenuti incostituzionali nell’ambito della legge che prevede la sospensione per 18 mesi dall’incarico amministrativo. Attualmente, dal giorno del commissariamento, l’amministrazione si trova nelle mani esperte del vicesindaco Domenico Di Berardino, braccio destro e uomo di fiducia del primo cittadino. «Non potrò indossare la fascia, non potrò firmare atti e delibere, ma l’amministrazione non si fermerà», aveva dichiarato Di Pangrazio. Ma la città ha bisogno di un ritorno alla normalità. E di un sindaco eletto.
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