Un’app contro l’autismo ideata da giovani pazienti

17 Giugno 2015

Il progetto è stato realizzato da quattro ragazzi, due aquilani e due di Teramo Venerdì la presentazione in un convegno con esperti della patologia

L’AQUILA. Un software, programmato da un team di ragazzi con autismo «ad alto funzionamento», per aiutare altre persone con la stessa problematica ad associare stati d’animo e sentimenti a diverse espressioni del viso. L’iniziativa, tra le prime in Europa e progettata dall' ‘interno’ del disturbo autistico perché fatta da chi ne soffre, percorre la via della sperimentazione e verrà presentata all’Aquila venerdì prossimo, 19 giugno, durante un convegno con presenze dai nomi altisonanti del settore, come Maria Luisa Scattoni, dell’Istituto Superiore di Sanità e Stefano Vicari dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, uno dei big internazionali delle problematiche dell’autismo. Il sofware, il cui utilizzo si inserisce in un progetto-pilota, è stato ideato e messo a punto da 4 giovani con autismo, due di Teramo e due dell’Aquila, tra i 20-25 anni, assistiti dal team universitario di neuroscienze della professoressa Monica Mazza, e seguiti nel loro percorso di recupero dal centro regionale di riferimento per l'autismo diretto dal professor Marco Valenti. Quest’ultimo è anche l’organizzatore del convegno di venerdì prossimo, dal titolo «Alla ricerca delle evidenze nei disturbi dello spettro autistico», che si terrà nel Polo universitario di Coppito, aula magna edificio (blocco zero), dalle ore 9 alle 17.30.

«Una delle principali difficoltà delle persone con autismo», dichiara Valenti, «è legata al riconoscimento delle varie espressioni del volto con cui si trasmettono emozioni e sentimenti come gioia, rabbia, preoccupazione, stupore ecc. Il programma creato dai nostri 4 giovani utenti, che hanno interessi nel campo dell’informatica, riproduce in sequenza, su un volto Avatar in 3D, una varietà di pose del viso che servono al soggetto autistico per imparare a decifrare le varie espressioni dei lineamenti. Un esercizio con cui allenare l’utente e sviluppare in lui la capacità di leggere stati d’animo e sensazioni. Tutto ciò rientra in un progetto sperimentale, di cui valuteremo i risultati, che è tra i primi in Europa nel genere».

Al convegno, teatro di questa grande novità, interverrà anche Gabriele Masi, del dipartimento clinico di neuroscienze «Stella Maris» di Pisa, il direttore del dipartimento di salute mentale della Asl 1 Abruzzo, Vittorio Sconci, il professor Alessandro Rossi dell’Università dell’Aquila, oltre, naturalmente, lo stesso Valenti che presiede il meeting.

«Durante i lavori di venerdì prossimo», si legge in una nota, «verrà presentato un altro strumento acquistato dall’Asl , denominato eye-tracker: è un hardware che, attraverso un monitor, permette di indagare la direzionalità dello sguardo del soggetto autistico tramite i movimenti oculari e quindi di stabilire intensità e contenuto cognitivo della fissazione oculare. Un investimento in tecnologia appannaggio solo di poche strutture molto avanzate nella diagnostica e nella ricerca clinica della sindrome. Il centro per l’autismo del San Salvatore segue con la riabilitazione decine di utenti (alcuni in strutture semiresidenziali, altri con programmi personalizzati) a cui assicura il percorso di presa in carico».

«Ogni anno il servizio di L’Aquila effettua oltre 400 day hospital», conclude la nota, «e centinaia di prestazioni ambulatoriali ma sono sempre di più le richieste, segno di una maggiore consapevolezza da parte delle famiglie interessate e di crescenti necessità di intervento, anche per alleviare il carico familiare nelle situazioni di maggiore gravità. Una parte del convegno sarà dedicata a questi aspetti e alle strategie organizzative nell’Asl Avezzano-Sulmona-Aquila».

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