Un’area di sosta intitolata allo scopritore di Aveia

19 Giugno 2020

FOSSA. Il consiglio comunale di Fossa ha approvato la proposta del consigliere Vincenzo Calvisi per la “intitolazione dell’area di sosta in zona Cerro, in via della Stazione/strada provinciale 36, a...

FOSSA. Il consiglio comunale di Fossa ha approvato la proposta del consigliere Vincenzo Calvisi per la “intitolazione dell’area di sosta in zona Cerro, in via della Stazione/strada provinciale 36, a Vito Maria Giovenazzi (1727-1805) abate, archeologo e filologo”, autore, nel 1773, di uno studio sulla antica città di Aveia che doveva trovarsi (anche se il dibattito fra gli studiosi è ancora aperto) proprio dove oggi sorge il Comune di Fossa.
Il consiglio ha detto sì dopo aver premesso «che è obiettivo dell’amministrazione comunaIe di Fossa valorizzare il patrimonio culturale del territorio, anche attraverso la memoria viva di testimonianze connesse ai luoghi dell’ambito comunale». Il documento rileva poi che «Vito Maria Giovenazzi, abate, archeologo e filologo, è stato il primo studioso della antica città di Aveia, pubblicando nel 1773 la dissertazione “Della Città di Aveja ne Vestini” opera unica nel suo genere” e che va considerata “l’importanza storica assoluta che riveste la antica città romana di Aveja di cui proprio il succitato Vito Maria Giovenazzi fornì la prima individuazione del sito archeologico, ricadente nel Comune di Fossa, in aree oggi vincolate dalla Soprintendenza e oggetto di numerosi studi e scavi archeologici».
CHI È. Vito Maria Giovenazzi ad appena quindici anni entrò a far parte dei Gesuiti e si trasferì a Roma. A 21 anni divenne insegnante di lettere nel collegio dei Gesuiti di Napoli e successivamente di greco e latino a Brindisi e filosofia all’Aquila. Dopo l’ordinazione sacerdotale, divenne bibliotecario e storiografo della sua comunità religiosa. Nel 1773 lasciò la Compagnia di Gesù e diventò il responsabile della biblioteca del principe Altieri. Per la sua competenza nel campo delle scienze matematiche fu chiamato da Papa Pio VI (il papa che passava le vacanze a Capitignano) a lavorare nel progetto di prosciugamento delle paludi pontine. Per il pontefice compose anche diverse orazioni funebri.
AVEIA. Aveia fu prima città dei Vestini. Alleata dei Sanniti fino alla terza guerra sannitica, fu poi incorporata a Roma e i suoi cittadini iscritti alla tribù Quirina. Di Aveia scompare ogni traccia dal VII-VIII secolo dopo Cristo, probabilmente per i danni dovuti a catastrofi naturali (allagamenti, frane della montagna o terremoti). Poi nel 1773 la riscoperta grazie agli studi di Giovenazzi che era nato a Castellaneta, in provincia di Taranto. Una parte della sua corrispondenza si conserva nella Biblioteca Vaticana. (g.p.)
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