Un assessore da sacrificare e si evita il voto anticipato

Crisi in Comune: Di Micco (Udc) all’Urban center per lasciare libero un posto Torna a riunirsi la commissione bilancio: lunedì pomeriggio il consiglio-verità
AVEZZANO. Sindaco e malpancisti restano distanti, la maggioranza continua a soccombere in ogni dove (ultimo tonfo nella commissione dei capigruppo, dove la minoranza ha detto no alla seconda convocazione del bilancio sul consuntivo), Udc e Lega cercano di sbrogliare il bandolo della matassa per evitare la caduta anticipata dell’amministrazione De Angelis. Per scongiurare il disastro finale, sempre più probabile alla luce del muro contro muro tra il sindaco e i 4 alleati della prima ora, i centristi sarebbero disposti a fare un “piccolo sacrificio”, un passo indietro dell’assessore alle Attività produttive, Rocco Di Micco, che potrebbe andare a presiedere il nascente Urban center. La seconda poltrona per resuscitare il patto siglato con i 4 consiglieri di Responsabilità civica, finito nel cestino, potrebbe arrivare dall’assessore al Bilancio, Felicia Mazzocchi, visto che il sindaco neo-forzista non è disposto a cedere neanche una briciola azzurra agli alleati, tanto meno sulla sua pupilla, Chiara Colucci, delegata all’Urbanistica e all’Edilizia scolastica. Il sacrificio degli assessori Di Micco e Mazzocchi, in linea con l’intesa scaduta l’8 maggio, che prevede anche l’alternanza di genere, potrebbe aprire le porte della giunta a Pierluigi Di Stefano e a una donna in quota Vincenzo Ridolfi.
Qui, però, nasce la seconda questione: i tempi di attuazione dell’avvicendamento. I quattro malpancisti non sembrano intenzionati a pagare una nuova cambiale in bianco al sindaco, mentre De Angelis ha già dato appuntamento a chi vuole «salvare la città» al 21 maggio (ore 17), il giorno fatidico del bilancio consuntivo.
All’opposto il ragionamento dei 4: siamo fermi al patto che riconosce due assessori al nostro gruppo e la revisione delle deleghe, patto scaduto l’8 maggio. Punto. E a nulla sono valsi finora i tentativi degli emissari mirati ad “ammorbidire” i ribelli e indurli a dare un nuovo segnale di appartenenza votando il bilancio in attesa di passare all’incasso. La fiducia tra le parti, però, è ridotta al lumicino e i tanti “sacrificati” di questo primo scorcio di consiliatura, non aiutano. Anzi, c’è chi nelle fila della maggioranza, seppur sottovoce, dubita che in futuro, anche se si riuscirà a ricucire lo strappo coi 4, saranno tutte rose e fiori. L’assenza di Responsabilità civica nella riunione dei capigruppo ha fatto registrare l’ennesima sconfitta della maggioranza: la proposta della presidente Iride Cosimati, mirata a inserire la prova d’appello a una seconda convocazione del consiglio comunale, è stata respinta. La strada, quindi, si fa sempre più stretta, mentre sulla maggioranza pende anche l’ultimatum del prefetto Giuseppe Linardi, che l’8 maggio ha fatto recapitare al sindaco un avvertimento per l’approvazione del consuntivo, pena lo scioglimento. L’ora fatidica è fissata al 28 maggio, ma la fine, se De Angelis e i ribelli non deporranno le armi, potrebbe arrivare già lunedì. Anche se c’è chi, come Udc e Lega, sta lavorando per evitare una debacle destinata a pesare sulle aspirazioni di gloria alle Regionali. Se il pressing avrà avuto successo, un segnale potrebbe arrivare oggi, quando torna in campo la prima commissione. Il segnale? La presenza dei malpancisti.
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