Un bilancio senza soldi Pelini: dimettiamoci tutti

9 Marzo 2016

L’assessore alla Partecipazione propone iniziative clamorose contro il governo Ammontano a 24 milioni le mancate entrate relative al post-terremoto

L’AQUILA. Un buco di 24 milioni di euro. A rischio il bilancio di previsione 2016 del Comune, per il mancato stanziamento, da parte del governo, dei fondi post-terremoto.

A lanciare l’allarme, proponendo le dimissioni in massa di giunta e consiglio comunale, è l’assessore alla Partecipazione Fabio Pelini. Al termine della prima fase del cosiddetto bilancio partecipativo, condotto tra la fascia anziana della popolazione, Pelini non nasconde la forte preoccupazione per «l’ammanco» di ben 24 milioni, che dovrebbero servire a compensare le minori entrate e le maggiori uscite legate al sisma.

La prospettiva è un bilancio tecnico, in cui si tagliano tutti i servizi, dalle opere pubbliche, al sociale, alla cultura, allo sport e alla manutenzione, aumentando la tassazione. E probabilmente non si riuscirà neanche a garantire gli stipendi al personale dell’ente.

«Di fronte all’impossibilità di approvare il bilancio di previsione entro aprile», sottolinea Pelini, «e tenendo conto della situazione disastrosa in cui già troviamo, questo sarebbe il colpo mortale per la città. La mia proposta, in segno di protesta contro il governo, sono le dimissioni di massa di giunta e consiglio comunale. L’unica strada, a mio avviso, per far sentire fino a Roma il fortissimo disagio in cui ci dibattiamo, con il sottosegretario alla ricostruzione Paola De Micheli che ci ha praticamente abbandonati a noi stessi».

Ma come si è arrivati a questa situazione? L’anno scorso dallo Stato, dopo ritardi e pressioni, sono arrivati 17 milioni dalla legge di Stabilità, votata a dicembre, e altri 7 dal decreto Enti locali.

«A oggi, invece, siamo a zero», spiega ancora l’assessore Pelini. «E l’unico modo per rimediare al mancato stanziamento sarebbe un apposito decreto legge. Ma si tratta di una strada difficilmente percorribile. Occorrerà dunque attendere il decreto enti locali di giugno, ma nel frattempo il disastro si sarebbe consumato. Per questo motivo», conclude l’assessore comunale alla Partecipazione, «serve un segnale eclatante».

Nella seconda fase del bilancio partecipativo, dopo aver misurato sul territorio i disagi della popolazione, si dovrebbe decidere come spendere i 70mila euro messi a disposizione per migliorare la qualità della vita degli anziani.

Ma anche su questa iniziativa pende la spada di Damocle del buco di 24 milioni.

Romana Scopano

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