«Un cattivo esempio dai tre dirigenti»

Il magistrato contabile li accusa di «aver violato gli obblighi di presenza e di non aver vigilato»
L’AQUILA. La Corte dei Conti li ha bollati come principali artefici del fenomeno di assenteismo nel Comune di Sulmona.
Sono i due dirigenti Filomena Sorrentino e Amedeo D’Eramo e l’ex segretario Gianpaolo Santopaolo colpevoli, secondo il sostituto procuratore generale dell’organismo giudiziario contabile, Erika Guerri, di «aver provocato con il loro comportamento un gravissimo pregiudizio al regolare, corretto ed efficiente svolgimento dell’attività svolta al Comune in favore dell’utenza e alla produttività dei dipendenti, generando una situazione di “disservizio”che costituisce un distinto profilo di danno alle pubbliche finanze».
Insomma, sarebbero i tre dipendenti apicali i maggiori responsabili del cattivo funzionamento dell’ente denunciato in più circostanze dai cittadini. Un comportamento penalizzante per la collettività che il sostituto procuratore ha quantificato in 60 mila euro per l’ex segretario e in 30 mila euro per gli altri due dirigenti in quanto i tre avrebbero, sempre secondo il magistrato contabile, «coscientemente e frequentemente violato i propri obblighi di presenza presso le sedi del Comune, omettendo di vigilare sull’attività lavorativa e la produttività dei dipendenti servizio nel loro settore, consentendo loro di assentarsi dal servizio in qualunque momento della giornata, senza alcun ritegno, in modo totalmente irrispettoso nei confronti della collettività e dei pochi dipendenti che non si assentavano dal servizio e senza che venisse mosso alcun rilievo».
A tutto questo il sostituto procuratore ha aggiunto il danno d’immagine che i tre dirigenti avrebbero procurato al Comune quantificandolo in 60 mila euro per l’ex segretario comunale e in 50 mila euro per la Sorrentino e D’Eramo. (c.l.)
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