Un chilo di cocaina in casa: condannato

Patteggia sedici mesi il parrucchiere Gianluca Castellani che fu arrestato dalla polizia dopo un blitz nella sua abitazione
L’AQUILA. La polizia gli aveva trovato un chilo di cocaina nella sua abitazione. L’irruzione degli agenti nella casa di Pettino del noto parrucchiere Gianluca Castellani fece clamore in quanto ribadì quanto fosse esteso il consumo di cocaina in città, fenomeno confermato dai recenti arresti.
Castellani, per come si erano messe le cose rischiava una pena da 8 a venti anni di reclusione. Ma gip e il pm hanno ritenuto vera la tesi semore sostenuta dall’accusato a dai suoi avvocati, ovvero che egli fosse estraneo al giro di smercio di droga e che la detenesse occasionalmente solo per fare un favore a uno spacciatore.
Ecco perché ieri pomeriggio Castellani, incensurato, è stato condannato, tramite patteggiamento accolto dal gip, a un anno quattro mesi e seimila euro di multa con i benefici di legge. Ha giocato a suo favore anche una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha permesso un ulteriore sconto, altrimenti la sanzione sarebbe stata di poco sotto i due anni. Quella droga era arrivata all’Aquila per una banda di stranieri che spacciava in città e sulla quale sta indagando la Mobile. Potrebbe essere una costola della stessa banda sgominata (anch’essa formata da stranieri e da un solo italiano), dalla polizia.
L’arresto fu effettuato dalla seconda sezione criminalità diffusa della Mobile nell’ambito di un’indagine avviata solo pochi giorni prima. Al punto che non ci sono intercettazioni. Di certo i poliziotti, negli ultimi giorni, avevano fiutato qualcosa di strano nei sui riguardi e, pertanto, avevano avviato un servizio di appostamento per controllarne le mosse.
Questo ha consentito loro di ritenere che l’appartamento fosse il luogo dove la droga era custodita. Poi scattò la perquisizione che permise di trovare un quantitativo di droga ben maggiore rispetto a quella ipotizzata.
Nel corso del sopralluogo effettuato nell’abitazione del sospettato fu ritrovato nascosto, nelle cavità dei mobili della cucina, un chilogrammo di cocaina, suddivisa in 20 involucri, di circa 50 grammi ciascuno, un ingente quantitativo di sostanza da taglio, 2 bilancini di precisione, il materiale per il confezionamento delle bustine per lo spaccio e un’arma ad aria compressa, poco offensiva, ma priva del tappo rosso previsto dalla legge.
Nel corso del procedimento penale l’accusato è stato assistito dagli avvocati Antonio Valentini e Fabrizio Giancarli.
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