Un dipinto per la campagna del Ministero

17 Gennaio 2018

Quadro del 1505 esposto al Munda per promuovere attraverso l’arte l’Anno del cibo italiano 

L’AQUILA. Una coppa ricolma di frutti, deliziosa natura morta ante litteram. Il particolare della coloratissima tavola raffigurante la Madonna con Bambino e Santi, realizzata verso il 1505, attribuita a Francesco da Montereale da Chini e conservata al Munda (Museo nazionale d’Abruzzo), parteciperà alla campagna promossa dal ministero per i Beni e le attività culturali, in collaborazione con quello delle Politiche agricole, alimentari e forestali, in occasione dell'Anno del cibo italiano. La bellissima coppa di frutta, che è entrata a far parte del ristretto numero di opere selezionate per lanciare la campagna per promuovere l'intreccio tra cibo, arte e paesaggio, sarà domani pomeriggio al centro del secondo incontro organizzato dal museo aquilano: “Vi sveliamo un capolavoro”. L’appuntamento alle 17.30 nella sede della Rivera con un dibattito aperto al pubblico, moderato dalla direttrice del Polo Museale d’Abruzzo, Lucia Arbace, e dal direttore del Munda, Mauro Congeduti. Il dettaglio della tavola aquilana è finito anche sul sito del ministero insieme ad altre 19 opere selezionate. L’opera fu commissionata da Silvestro Scala, ricchissimo mercante, genero e figlio adottivo di Jacopo Notar Nanni che, per riconoscenza dell'avvenuta conversione, ne fece dono alla Beata Cristina, la giovane Mattia Ciccarelli di Colle di Lucoli, monaca agostiniana in odore di santità. Aspetti inesplorati della complessa e per certi versi enigmatica composizione, comprendente anche alcune raffinate scene miniate in oro su fondo nero, verranno messi in luce nel corso dell’incontro. La tavola raffigura la Madonna, incoronata da due angioletti, con in braccio il Bambino; a sinistra in basso il San Giovannino. Tutt'intorno i santi Agostino, Lucia, Francesco, Giovanni Evangelista ed alle due estremità Santa Caterina da Siena e Santa Caterina d'Alessandria. «Accreditato a Francesco da Montereale, uno dei principali protagonisti di questa stagione artistica all’Aquila, l’attribuzione è accettata concordemente dai principali studiosi», spiega la direttrice del polo museale. «Resta ancora da svelare, invece, il nome dell’abilissimo collaboratore che con ogni probabilità ha delineato le miniature in oro e dello specialista che ha dipinto i frutti della coppa in vetro, con grande maestria».
AERT MYTENS. Intanto continuano le visite alla maestosa tela appena restaurata ed esposta nella chiesa di San Bernardino, del pittore fiammingo Aert Mytens. «Abbiamo avuto una media di circa 80 persone al giorno, per un totale di oltre 1000 persone in appena 15 giorni», ha spiegato la stessa Arbace.
©RIPRODUZIONE RISERVATA