Un duplice delitto premeditato La madre di Teodora: un mostro

«Vi porto via con me», il marito e padre assassino ha progettato l’uccisione della 39enne e del figlio Roccacasale è sotto choc. Il sindaco Pace: «La nostra panchina rossa sarà simbolo di questa tragedia»
ROCCACASALE. «L’avevo accolto come un figlio e lui è diventato un mostro, uccidendo la mia bambina e il nipote che avevo tanto desiderato di avere». È sotto choc da o venerdì mattina, da quando i carabinieri le hanno comunicato che la sua adorata figlia era stata uccisa dal marito al culmine di una lite scoppiata in piena notte. L’uomo le ha ucciso anche il nipote Ludovico, di soli 5 anni. Alfonsina, la madre di Teodora Casasanta la 39enne originaria di Roccacasale, ammazzata barbaramente in Piemonte dal marito Alexandro Riccio, coetaneo, che non accettava il pensiero di doversi separare da lei, ha dei continui malori, tanto che il medico di famiglia, da venerdì mattina non l’ha lasciata mai da sola. La donna si trova in uno stato confusionale. Parenti e amici continuano ad andare a trovarla nella casa, ai piedi del paese, dove ha cresciuto Teodora, insegnandole quei principi di rispetto e di libertà che sono stati la stella polare della sua adolescenza, nella vita professionale e nella sua famiglia.
PAESE SCONVOLTO. Una tragedia che ha sconvolto tutti i roccolani, i quali ancora riescono a capire se stanno vivendo un sogno o se si tratta di realtà. «Sono cose che abbiamo sempre visto in televisione», afferma una donna che abita a poche decine di metri dalla casa della famiglia Casasanta. A Roccacasale non si parla d’altro, di Teodora e di quel giovane che avevano visto solo pochi prima, sorreggere e confortare la moglie al funerale del padre Michele, operaio della ex Montedison di Bussi, ucciso a soli 62 anni da un tumore, a pochi mesi dalla pensione.
L’ACCADUTO. Il duplice omicidio si è consumato nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 in un edificio in via Barbaroux, a Carmagnola (Torino). L’uomo ha colpito ripetutamente la giovane moglie con vari oggetti, fino ad ucciderla. Quindi si sarebbe scagliato contro il figlio ammazzando anche lui e dopo aver lasciato un biglietto si è lanciato dal balcone tentato il suicidio. Rimasto ferito, è stato arrestato e si trova piantonato in ospedale.
STRAGE PREMEDITATA. Viste le modalità dell’accaduto, e soprattutto il biglietto lasciato dal 39enne, gli inquirenti sospettano che il duplice omicidio sia stato premeditato. «Vi porto con me» si legge sul biglietto scritto a mano, nel quale Riccio si dice deluso per il rapporto di coppia.
PANCHINA ROSSA. A Roccacasale si parla della panchina rossa, posizionata sulla terrazza del belvedere, insieme ad altre tre panchine di diverso colore.
«Una panchina che doveva essere non solo un simbolo della violenza contro le donne», afferma il sindaco di Roccacasale, Enrico Pace, «ma rappresentare un segno di libertà, contro tutti i soprusi e le angherie che ogni giorno si consumano nei confronti dei più deboli. E che ora diventerà il simbolo di un’assurda tragedia per il nostro paese».
E mentre gli investigatori continuano a indagare sul fatto, il cui movente è sembrato chiaro fin dall’inizio, a Roccacasale si aspetta di conoscere il giorno in cui il magistrato darà il nulla osta alla riconsegna delle due salme per la celebrazione dei funerali.
Il sindaco ha già annunciato che sarà lutto cittadino.
IL CORDOGLIO. Tantissimi i messaggi di cordoglio giunti da ogni parte della regione e non solo.
«Una tragedia che lascia senza fiato»: è il commento del sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, «faccio le condoglianze a una famiglia del nostro territorio devastata da un dolore immenso, reso ancor più pesante dalla terribile circostanza. Un ennesimo atto di violenza verso una donna e un minore che non hanno potuto difendersi dalla furia omicida di chi avrebbe dovuto proteggerli».
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