Un ex studente: «Che gioia nella scuola amica»

15 Gennaio 2019

Le riflessioni di Cianca (ex rappresentante d’istituto) dopo l’iniziativa della “Notte nazionale”

Giammarco Cianca, ex rappresentante d’Istituto del Liceo “Domenico Cotugno” dell’Aquila nel corso dell’anno scolastico 2017/2018, ha scritto al Centro la lettera che segue. Lo spunto per la sua riflessione, su varie tematiche, è stato dato dall’appuntamento della “Notte Nazionale del Liceo Classico”. Una manifestazione che ha avuto un ottimo successo di partecipanti e di pubblico.

. “Cara amica,
per me sei stata tante cose: gioie, emozioni, ansie, amore, talvolta anche dolore, ma in quale famiglia non c’è anche un po’ di sofferenza?
Sei stata educazione, formazione, cultura; sei stata amicizia, stare insieme, sorridere, scherzare; sei stata impegno, sacrificio, mettersi in gioco; sei stata esperienza, servizio, mi hai spinto anche ad adoperarmi per te”.
Sì, la scuola, questa amica, mi ha davvero dato tutto ciò.
In qualche modo mi ha reso, ci rende le persone che siamo oggi, quelle che saremo.
Mi piace immaginarla come una grande famiglia, si può anche non andare d’accordo, alla fine è la normalità, ma nonostante tutto, si mette sempre una pietra sopra e si va avanti.
Ci siamo dimostrati una famiglia, proprio nel momento in cui è arrivata la prova, proprio nel momento in cui non avevamo una casa.
È stata dura, più del previsto, abbiamo provato a sentirci “normali”, ma era chiaro che tutto non funzionasse.
Abbiamo cercato di darci un’identità, di preservare, per quanto si poteva, quella preesistente, abbiamo provato ad essere uniti, nonostante le distanze.
Quasi un anno dopo, torno a scuola, ormai da “disoccupato” e quelle facce tristi, stanche sono state rimpiazzate da sorrisi, da momenti di gioia, da divertimento, da un ambiente che trasmetteva davvero qualcosa di diverso, ho sentito di nuovo aria di scuola.
Si è vero, la quotidianità è diversa, è difficile, la sede “storica” di Pettino dava altre sensazioni, dava, soprattutto, altre possibilità.
In realtà, però, la possibilità siete voi, che avete dimostrato, in questa “Notte del Liceo Classico”, che mi piacerebbe ampliare a “del Liceo Cotugno”, che non si molla mai, che la realtà è diversa, che se siete uniti potete davvero andare oltre la contingenza delle cose o delle situazioni, potete davvero, pirandellianamente parlando, uscire da una realtà che, paradossalmente, vi limita, potete essere davvero la possibilità, l’alternativa.
Avete dimostrato che la gioventù può andare oltre, che mettendo da parte la situazione attuale di divisione spaziale, ma non mentale e identitaria, si può creare qualcosa di bello, di speciale, di incredibile e ci siete riusciti.
Dimostrazioni, illustrazioni sui più disparati argomenti: dai miti greci, alle commedie di Aristofane, fino ai dibattiti sulle adozioni per le coppie omosessuali, questa “notte” è stata un insieme di passato e presente, di ieri e di oggi, di cui il domani siete proprio voi che avete organizzato un evento così bello e così partecipato.
Che sia un monito a non dimenticare che il futuro della città sono i giovani, che la vera L’Aquila del domani deve fondarsi su questo, dare concrete possibilità ai suoi ragazzi e ragazze, a partire da delle scuole normali.
Cade quest’anno il decennale dal terremoto del 2009, che sia la sicurezza scolastica il centro dei dibattiti, di un progetto che metta in evidenza la gioventù aquilana e ciò che significa concretamente per questa città.
La preside Ottaviano, con cui ho condiviso molto nel mio trascorso al Liceo, ha fatto e tanto ancora sta facendo, abbiate fiducia. Credo che non ci sia modo più bello, per manifestare quanto sia stato bene in questa “notte bianca”, di un semplice, ma grandissimo grazie. La scuola è davvero una seconda famiglia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA