Un gemellaggio nel segno della Grande guerra

27 Maggio 2017

All’epoca gli abitanti di un paese del Trevigiano vennero accolti a Celano La notizia durante la cerimonia del 24 maggio con “Una storia... tante storie”

CELANO. Le note dell’Inno del Piave hanno risuonato nel Parco della Rimembranza, davanti alle lapidi che contengono scolpiti i nomi dei soldati caduti eroicamente sui campi di battaglia durante la Prima guerra mondiale. L’associazione culturale “Una storia… tante storie” per il secondo anno consecutivo, ha organizzato una manifestazione volta a ricordare tale evento.
Dopo le note dell’Inno del Piave è stata deposta una corona di alloro, donata dall’agenzia di pompe funebri dei fratelli Marcanio, davanti alle lapidi dei Caduti, accompagnata dall’esecuzione del silenzio, eseguita magistralmente dal maestro Marcello D’Angelo, presidente del concerto bandistico “Gli amici della musica”.
Il presidente dell’Associazione, Abramo Frigioni, ha spiegato i motivi della celebrazione del 24 maggio. Il presidente dell’Unuci, 1° capitano Floriano Maddalena, ha illustrato il contesto storico, sociale, patriottico dell’entrata in guerra dell’Italia il 24 maggio 1915.
Il tenente professor Mario Di Berardino, presidente della Commissione cultura dell’Unuci, si è augurato che per l’anno prossimo, accanto alle tre lapidi esistenti nel Parco della Rimembranza, sia posta una quarta lapide con i nomi dei Caduti celanesi che Mario Cantoresi ha rintracciato negli archivi ministeriali e che sono stati poi scrupolosamente certificati dall’Unuci di Avezzano.
L’assessore Cinzia Contestabile, ha assicurato l’interessamento dell’amministrazione comunale.
Frigioni ha comunicato una futura iniziativa, collegata alla Grande Guerra e riguardante un paese del Trevigiano, Cavaso del Tomba, i cui abitanti nel corso della guerra furono accolti a Celano, dove rimasero per tre anni fino alla fine del conflitto, ospitati nel convento di Santa Maria Valleverde e in alcune case private prese in affitto dal Regio Governo. Molti di essi vennero sepolti nel cimitero di Celano, dove riposano tuttora, come risulta dall’anagrafe celanese.
Le ricerche dell’archivio di Gianvincenzo Sforza, condivise dal sindaco di Cavaso del Tomba e dal presidente della Provincia di Treviso, hanno prodotto la stampa di un libro “Storia di Cavaso del Tomba”. Hanno condiviso l’evento: il comandante dei carabinieri, il luogotenente Pietro Finanza, luogotenente Carmelo Luciani dell’associazione nazionale carabinieri, l’onorevole Giancarlo Cantelmi, Angelo Iacutone e Ilio Nino Morgante dell’associazione “Costanzi”, Giulio Filippetti dell’associazione combattenti e reduci di Celano, gli Alpini di Celano e Paterno, l’associazione anziani “Diversamente giovani” del presidente Amerigo D’Andrea e tanti cittadini.
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