Un grido d’aiuto dagli avvocati all’apertura dell’anno giudiziario

Domani niente sit-in all’Aquila, una delegazione esporrà le ragioni della protesta durante la cerimonia Ma le toghe avvertono: «L’astensione dalle udienze va avanti». E si punta a una mobilitazione a Roma
SULMONA. Gli avvocati ottengono di essere ascoltati nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in agenda domani all’Aquila e rinunciano alla manifestazione di piazza, anche a causa del Covid. Ma avvertono che la protesta non si fermerà e ci sarà un sit-in a Roma dopo l’elezione del presidente della Repubblica. «Non è un passo indietro», sottolineano gli ordini forensi, «entreremo per ascoltare cosa dirà il referente del ministro Cartabia, a quel punto ci sarà data la parola e contestualmente decideremo cosa fare». Intanto, lo sciopero che prevede l’astensione dalle udienze continua ad Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, i tribunali che rischiano di essere chiusi a settembre per essere accopparti, pur restando l’incognita locali, attualmente irreperibili sia all’Aquila che a Chieti. Cambia quindi la modalità, ma la protesta e la mobilitazione non si fermano. Ad Avezzano avevano aderito alla protesta instrada un centinaio di avvocati, circa un sesto del totale delle seicento toghe del foro marsicano. «Il numero degli iscritti per la manifestazione di sabato all’Aquila», ha voluto chiarire il presidente dell’Ordine di Avezzano Franco Colucci, «non era quello che si sperava per dare un’espressione di forza e compattezza all’iniziativa. Ma è pur vero», ha aggiunto, «che come da richiamo dell’autorità di pubblica sicurezza dell’Aquila, la pandemia in atto impedisce assembramenti e altre forme simili di aggregazione tra le persone, in particolare ostacola il rilascio delle relative autorizzazioni». Questo però non avrebbe impedito la manifestazione. Invece a cambiare le carte in tavola è stata la decisione di far entrare e ascoltare gli avvocati dei quattro fori abruzzesi. «Con soddisfazione», ha aggiunto Colucci, «negli interventi della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, dietro nostra richiesta, è stato previsto quello di un rappresentante dei quattro tribunali in sostituzione di quello del presidente del consiglio distrettuale Maurizio Capri, che è anche presidente del Coa dell’Aquila. Di buon grado, e occorre sottolinearlo e dargliene merito, ha aderito alla nostra iniziativa. Rinviamo, quindi, la manifestazione almeno fino all’elezione del presidente della Repubblica», ha concluso Colucci, «quando cioè si potrà verificare se il Parlamento, il Governo, e in particolare il ministro, si saranno convinti a accordare la proroga della soppressione che i quattro tribunali richiedono da tempo. In caso contrario si studierà una manifestazione a Roma». «La protesta è in atto ed è senza precedenti», ha voluto sottolineare il presidente dell’Ordine di Sulmona, Luca Tirabassi, «per un avvocato vuol dire non andare a lavorare, un danno economico e non assistere al meglio i clienti. Quindi è certamente un grande sacrificio per tutti. Per quanto riguarda la protesta all’Aquila», ha chiarito Tirabassi, «nel 2021 a causa della pandemia non abbiamo potuto partecipare all’apertura dell’anno giudiziario. Per questo avevamo pensato a una manifestazione all’esterno. Ora, però, alla luce dell’andamento dei contagi e per il fatto che potremo essere all’interno, abbiamo cambiato programma. Inoltre», ha sottolineato, «nella riunione del Consiglio dell’Ordine forense d’Abruzzo, che si è tenuto venerdì, abbiamo chiesto e ottenuto di essere ascoltati durante la cerimonia. Il presidente Capri ha fatto un passo indietro permettendo a uno di noi, e quindi alla collega di Lanciano Silvana Vassalli, che è anche componente dell’Organismo congressuale forense, di prendere la parola. Così dopo l'intervento del rappresentante del ministero, che ascolteremo con molta attenzione», ha avvisato Tirabassi, «diremo la nostra, dando il via a nuove manifestazioni, anche a Roma».
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