Un marsicano “in fuga” da Algeri

Cicchinelli e altri italiani allertati dall’Ambasciata italiana sul rischio terrorismo dell’Isis
AVEZZANO. Stava presentato un libro dello scrittore berbero Lyes Benyoub ad Algeri, nella Librairie generale d'El Biar, a pochi passi dall'ambasciata italiana, quando è stato raggiunto da una comunicazione della stessa ambasciata che lo invitava, insieme a tutti gli italiani in Algeria, «a usare massima cautela e prudenza a causa del rischio terrorismo». Augusto Cicchinelli era ad Algeri nell'ambito del progetto Migra portato avanti dall'associazione Mondo a colori grazie a una iniziativa del Gal Gran Sasso Velino.
La comunicazione da parte dell'Ambasciata, per ironia della sorte, è arrivata mentre si discuteva la necessità di una grande azione a sostegno della pace e della libertà non più rinviabile.
Preoccupazione ha suscitato la notizia, prontamente rimbalzata in Italia, ma è stato lo stesso Cicchinelli a rassicurare tutti, famiglia, amici e componenti dell'associazione Mondo a colori: «Sono da poco rientrato a casa ad Algeri, è tutto tranquillo, vi sto inviando le foto dell'incontro con il mio amico scrittore e sono davanti ad un buon thè alla menta con i collaboratori algerini: sono arrivato ieri e torno come previsto lunedì notte in Italia: non è la prima volta che l'ambasciata ci avvisa per situazioni di pericolo e noi la ringraziamo per il lavoro che costantemente svolge a nostra tutela; l'Isis non abita in Algeria, dove c'è un popolo meraviglioso che "ha già dato", negli anni Novanta, con milioni di morti in una guerra civile, alla causa del fondamentalismo e non ha alcuna voglia di ripercorrere anni di terrore come purtroppo accade ora in alcune altre parti del mondo anche molto vicine, come la Tunisia». Purtroppo, anche la Tunisia era considerato un Paese non a rischio, prima dell’attentato al museo.
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