Un morto e tre feriti nel Fucino: grave una bambina di 10 anni

21 Giugno 2021

Perde la vita pastore di Castelvecchio Subequo, aveva 66 anni. Il sindaco: «Simbolo del nostro paese» In ospedale la madre della piccola e il dipendente di un hotel. Strada pericolosa, D’Orazio accusa

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Schianto mortale sulla Provinciale 20, nel Fucino. Il bilancio del tragico incidente tra due auto, alle porte di San Benedetto dei Marsi, è di un morto e tre feriti, tra cui una bimba di 10 anni portata con l’elisoccorso all’ospedale dell’Aquila.
L’INCIDENTE. La vittima è Eligio Paolini, 67 anni, imprenditore agricolo di Castelvecchio Subequo. L’uomo viaggiava a bordo di una Fiat Panda vecchio modello che si è scontrata con una Opel Corsa condotta da Enzo Lumacone, 28enne di Luco dei Marsi. Dipendente dell’hotel La Rupe di Venere di Pescina, il giovane stava accompagnando alla stazione di Avezzano una mamma e la sua bambina che dovevano prendere il treno. Le due sono originarie di Altamura, in Puglia. La piccola, è stata portata in eliambulanza al pronto soccorso pediatrico del San Salvatore dell’Aquila. L’elicottero, in un primo momento, era stato allertato per Paolini. Purtroppo l’imprenditore di Castevecchio è morto sul colpo. Gli altri due feriti, in codice rosso, sono stati accompagnati dal 118 di Trasacco al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. La donna, I.C., di 51 anni, ha riportato diversi traumi non gravi, mentre il 28enne di Luco è stato medicato anche per una ferita al volto. Nessuno dei tre è in pericolo di vita. Lo schianto si è verificato, intorno alle 11, lungo la Marruviana, nel Fucino, in prossimità di un incrocio, poco distante da un distributore di carburanti. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, una delle vetture stava per immettersi sulla SP 20 da una stradina interpoderale mentre l’altra sopraggiungeva in direzione Avezzano. Nel violento impatto, la Fiat Panda condotta dalla vittima è finita nel fossato a bordo strada, ribaltandosi.
POLEMICA SICUREZZA. L’ennesimo incidente sulla Marruviana ha riacceso la polemica sulla pericolosità di questo tratto di strada. «Si continua a morire lungo la Sp 20: sono anni che denuncio la messa in sicurezza di questa strada, ma finora sono rimato inascoltato». È lo sfogo di Quirino D’Orazio, sindaco di San Benedetto dei Marsi, accorso sul luogo dell’ennesimo incidente mortale: «È da otto anni che scrivo alla Provincia (Ente proprietario della strada, ndc) e che chiedo nei vari tavoli in prefettura che occorre subito un intervento di messa in sicurezza. Qui non ci sono guard rail e la segnaletica è fatiscente. La strada concepita ai tempi di Torlonia per carretti e buoi oggi è percorsa da oltre 10mila veicoli al giorno, tra cui diversi mezzi pesanti».
CHI ERA PAOLINI. Su disposizione del pubblico ministero, Ugo Timpano, la salma del pastore, che opera prevalentemente nella zona di Forca Caruso, è stata portata all’obitorio dell’ospedale dell’Aquila. Lascia la moglie Giuseppina e le figlie Stefania e Gemma. «Scompare un simbolo del nostro paese, uno degli ultimi pastori di questo territorio», commenta il sindaco di Castevecchio, Pietro Salutari, «Eligio accudiva circa 800 capi di ovini. Una persona per bene, grande lavoratore, educato, gentile e rispettoso».
CONFAGRICOLTURA. Anche Confagricoltura L’Aquila ha ricordato Paolini: «Con il fratello Anselmo, deceduto all’improvviso due anni fa, sono scomparsi gli ultimi due pastori subequani che hanno mantenuto la vera e autentica pastorizia a Forca Caruso. Eligio era una persona mite e buona. Vi ricorderemo sempre con affetto».
CINQUE VITTIME. È una lunga scia di sangue sulle strade della Marsica. Cinque le vittime da maggio. Il 9 maggio Alessandro Martinelli, 47 anni di Guidonia, è morto in sella alla sua moto a Pietrasecca. La stessa notte Umberto Bianchi (28 anni) di Avezzano è rimasto vittima di un incidente sulla Circonfucense. All’alba del 25 maggio sulla superstrada del Liri a perdere la vita è stato Roberto Facchini (50), mentre il 12 giugno è toccato al centauro Domenico De Roccis (47) di Civitella Roveto.