Un museo per viaggi nel tempo

4 Marzo 2018

Civitella Roveto, collezione con 700 oggetti della civiltà contadina e di arte sacra

CIVITELLA ROVETO. Centro storico di Civitella Roveto “impreziosito” da un museo diffuso della civiltà contadina e di arte sacra. Un museo che sta per arricchirsi con un nuovo spazio riservato ai vecchi giochi di un tempo. Settecento attrezzi da lavoro, un tesoro senza uguali, che raccontano la dura vita del mondo agricolo e pastorale abruzzese. «Con un’unica eccezione, la carrozza Timonella di epoca manzoniana che», racconta l’ideatore del museo, Patrizio Colucci, «acquistai in Germania negli anni dell’austerity (1973-74, ndc), quando le macchine non potevano viaggiare». Arnesi e oggetti custoditi nelle cantine del museo, concesse in comodato d’uso dal parroco, don Franco Geremia – il sacerdote ha allestito l’angolo dell’arte sacra – costituiscono una «eloquente e originale testimonianza della vita vera degli abruzzesi, della loro fatica e dei lavori quotidiani nei campi, con gli animali e nelle botteghe artigianali». Sembra quasi di vederli all’opera: l’arrotino, il falegname, il ramaio, il fabbro, il mielaio e gli altri artigiani di un tempo, nel laboratorio didattico arti, mestieri e macchine finalizzato a tramandare alle nuove leve la storia della civiltà agricolo-pastorale degli abruzzesi. «Qui», aggiunge Colucci, «si respira l’aria di un tempo, i giovani restano affascinati davanti a questi angoli di vita vissuta». Insomma, un tesoro contadino senza eguali, «sfuggito nei decenni passati alla dispersione e alla rovina», spiega Colucci, «grazie anche alla cultura della mia famiglia e al mio impegno motivato dall’insegnamento di demologi, antropologici e illustri abruzzesi cultori di storia patria quali Antonio De Nino, Gennaro Finamore, Giovanni Pansa, nonché dalle narrazioni letterarie e dall’esame delle opere pittoriche di Basilio Cascella, Francesco Paolo Michetti e di Gabriele D’Annunzio che, già nell’800, invitavano a conoscere, censire, salvaguardare e pubblicizzare tutte le testimonianze agricole e pastorali dell’Abruzzo». Esortazione presa alla lettera da Colucci e ricostruita nel circuito museale tra via Dietro le Ruote, via Corsetti, dietro la chiesa e via Regina Margherita, dove custodisce attrezzi e oggetti umili ma ricchi di saperi e di storia. Il museo diffuso è aperto alle scuole e non solo: nel mese di maggio, poi, aderisce all’evento nazionale “La notte dei musei”, serata all’insegna di storia e gusto contadino. (m.s.)
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