Un Natale e Capodanno con gli alberghi semivuoti

Crollo dal 60 al 70 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno Per gli operatori mancano un cartellone natalizio all’altezza e la neve
L’AQUILA. Natale amaro per gli albergatori aquilani. Crollano le presenze, con un -60 per cento di turisti che hanno soggiornato in città, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
E non è andata meglio a Capodanno dove, eccezion fatta per qualche struttura, buona parte delle camere degli hotel sono rimaste vuote. Sul Gran Sasso il calo delle prenotazioni è stato ancora più marcato, passando dal -70 per cento del 24 e 25 dicembre al -90 per cento della settimana tra Natale e il 31 dicembre. L'assenza di neve ha pesato, e non poco, sulla scarsa affluenza, ma sotto accusa finiscono anche «la scarsa promozione del territorio e delle iniziative» e «un cartellone natalizio debole, privo persino del classico concerto all'aperto di fine anno».
Nella coda finale del decennale gli operatori turistici speravano in qualcosa di più: neppure le luminarie, la cui campagna promozionale è partita con larghissimo ritardo, a ridosso delle festività natalizie, come l'albero da 30 metri in piazza Duomo, tra i più alti d'Italia, sono riusciti a catalizzare l'attenzione dei visitatori. Il centro storico ha ripreso vita, ma è stato affollato per lo più da aquilani e da turisti mordi e fuggi. Bene, invece, i cenoni di San Silvestro, grazie alla presenza di tanti giovani coppie che hanno scelto di salutare l'arrivo del nuovo anno nei ristoranti.
NATALE DI FAME. Una flessione del 60 per cento di turisti a Natale, rispetto al 2018; a Capodanno il calo delle prenotazioni è stato del 16%, mentre per il cenone del 31 dicembre si è registrato un aumento del 30 per cento delle prenotazioni, grazie anche alla formula del "Capodanno diffuso" che ha visto insieme diverse strutture ricettive, bar e ristoranti aquilani, che hanno offerto pacchetti turistici promozionali. Sono i dati che arrivano dall'hotel Federico II. «Nel complesso, il mese di dicembre è andato leggermente meglio rispetto allo scorso anno», afferma il direttore, Roberto Laglia, «ma il calo di prenotazioni a Natale è stato evidentissimo. Il flusso turistico legato agli eventi natalizi e di Capodanno dipende dall'offerta territoriale e della promozione, nazionale e internazionale, che deve essere fatta, come ripetiamo da tempo, con sufficiente anticipo».
Per Laglia il dato mensile di dicembre «è legato esclusivamente alle politiche di marketing aziendali, che ci hanno consentito di reggere. Credo sia importantissimo ponderare bene come spendere i fondi a disposizione: a volte con poco si riesce a fare molto di più che con grossi investimenti che, alla resa dei conti, non hanno portato alcun risultato. E Natale è stato la cartina di tornasole».
TANTE DISDETTE. Anche Mara Quaianni, titolare dell'hotel Amiternum, conferma il crollo del 60 per cento, in media, di presenze. «Natale non è un periodo che tira molto», dice, «ma quest'anno è andata davvero malissimo. A Capodanno, a causa della mancanza totale di neve, non abbiamo beneficiato neppure delle comitive che, solitamente, venivano all'Aquila per trascorrere qualche giorno a Campo Imperatore, sugli sci. Sono arrivate moltissime disdette: anche a Campo Felice hanno sparato la neve artificiale in ritardo e le alte temperature hanno fatto il resto». I più colpiti, proprio gli alberghi di montagna. «A Natale», conferma Ada Fiordigigli, titolare dell'omonimo hotel alla Villetta, «abbiamo avuto un crollo delle presenze del 70 per cento, che ha sfiorato il 90 per cento nella settimana fino a Capodanno. Chi è venuto, si è fermato una notte e per la Befana non abbiamo prenotazioni. Il 6 gennaio chiuderemo l'albergo, in attesa di tempi migliori e della neve».
ZERO TURISMO. All'hotel San Michele è andata leggermente meglio. «A Natale non c'è stato il pienone», sottolinea Federica Terenziani, che gestisce la struttura, «ma a Capodanno eravamo al completo. Serve più promozione per far arrivare turisti. Anche Giorgio Carissimi, dell'hotel L’Aquila, parla di «scarsa affluenza. Il cartellone di Natale è stato debolissimo. Noi ce la mettiamo tutta, ma c’è bisogno di supporto».
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