Un nuovo radiocollare per l’orsa Barbara

28 Ottobre 2022

PETTORANO SUL GIZIO. Barbara ha un nuovo radiocollare che permetterà ai guardia parco di monitorare i suoi spostamenti. Una delle orse del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sarà controllata...

PETTORANO SUL GIZIO. Barbara ha un nuovo radiocollare che permetterà ai guardia parco di monitorare i suoi spostamenti. Una delle orse del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sarà controllata h24. Nei giorni scorsi, infatti, gli addetti l'hanno catturata nella riserva naturale regionale Monte Genzana Alto Gizio, dopo giorni di passeggiate intorno a Pettorano sul Gizio, e le hanno applicato il radiocollare. In questo modo la femmina di circa 8 anni, che pesa circa 138 chili, potrà fornire indirettamente agli addetti dell'area protetta informazioni importanti anche sul processo di espansione della popolazione dove, in definitiva, si gioca la partita della conservazione di questa specie. «Dati concreti, acquisiti dai tecnici delle due aree protette in grado di mostrare spostamenti, abitudini, e anche le criticità che l'orsa incontrerà sul suo cammino prima di iniziare l’ibernazione invernale, così come al suo risveglio fino al periodo riproduttivo primaverile, che potrebbe segnare l'avvio di una nuova fase e, magari, la nascita di cuccioli», hanno spiegato dal parco nazionale d’Abruzzo, «già in passato la presenza del radiocollare ci aveva indicato che Barbara stava svernando in un sito fuori dalle aree protette, in un’area usata per l’addestramento dei cani da caccia. Grazie alla presenza del collare, al lavoro sinergico degli enti e alla collaborazione con i cacciatori fu possibile posticipare il periodo di addestramento e lasciare l’orsa indisturbata».
L’orsa Barbara è stata catturata grazie a una sinergia tra i tecnici del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e i tecnici della riserva che hanno rilevato la sua presenza e l'hanno monitorata nelle settimane passate. «Per gli orsi, gli spostamenti, e con essi le esigenze di conservazione e di gestione, richiedono capacità di vedere e pensare oltre i confini amministrativi, che siano del parco o della riserva», hanno concluso dal parco nazionale, «tutti concetti superati dall’indole del plantigrado, abituato a muoversi in cerca di cibo e di luoghi sicuri, senza troppo chiedersi quali e quanti confini amministrativi debba attraversare. Abitudini che richiedono agli uomini di organizzarsi affinché tra confini amministrativi diversi ci sia sinergia e la stessa capacità di gestione».