Un parco in piazza Aia, c’è la raccolta firme

La proposta di Ranalletta: «Tutte le città hanno un’area verde in centro. La nostra è rimasta indietro»
CELANO. È partita una raccolta firme per chiedere all’amministrazione di Celano di realizzare una villa comunale in piazza Aia. La proposta del gruppo “Per Celano” arriva proprio nei giorni in cui si dibatte sul futuro dell’area dove dovrebbe sorgere il nido comunale. A lanciare l’idea è Gesualdo Ranalletta, coordinatore politico di “Per Celano”, che ha chiesto formalmente all’amministrazione di favorire la nascita di un parco verde nel centro storico cittadino.
«Stiano tranquille mamme e bambini che un’altra scuola verrà sicuramente realizzata per loro a Celano», dice l’ex consigliere Ranalletta, «stiano tranquilli quelli dell’amministrazione comunale, che saranno sempre loro a tagliare il nastro del parco dell’Aia e nessuno parlerà mai di finanziamenti persi. L’intera Celano sicuramente esulterà per il salto di qualità che un parco verde può offrire in pieno centro. Lo faranno i giovani, gli anziani, i bambini, la natura. Le città più importanti della provincia hanno un parco in centro: Avezzano, L’Aquila, Sulmona e così via. E questo non è un caso».
Già nelle scorse settimane i consiglieri comunali di opposizione e il segretario del Partito democratico, Ermanno Natalini, avevano lanciato la proposta di creare un’area verde nel centro città. La proposta, poi, è stata ripresa da Ranalletta e sostenuta da quanti in queste ore stanno sottoscrivendo la petizione indirizzata agli amministratori.
«Si stanno raccogliendo le firme dei cittadini nella forma tradizionale ma anche online», continua Ranalletta, «la proposta arriva dal gruppo Per Celano, ma pensiamo di aggregare tutti quelli che vogliono guardare avanti e non indietro; firme contro nessuno, a favore del progresso, della civiltà e della rivitalizzazione di una città che diversamente vivacchia anche sotto l’aspetto urbanistico. Purtroppo è rimasta quella del secolo scorso. Le giovani coppie vanno via da questa città. E questo deve preoccuparci. I finanziamenti si ritrovano se si vuole, gli spazi purtroppo una volta cementati sono persi per sempre». (e.b.)
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