Un patto di amicizia tra Pescina e Procida nel nome di Silone
PESCINA. Un gemellaggio tra i comuni di Pescina e Procida nel nome di Ignazio Silone. Lo ha stabilito la giunta comunale, guidata dal sindaco Mirko Zauri. Anche l'esecutivo del centro campano ha...
PESCINA. Un gemellaggio tra i comuni di Pescina e Procida nel nome di Ignazio Silone. Lo ha stabilito la giunta comunale, guidata dal sindaco Mirko Zauri. Anche l'esecutivo del centro campano ha avvallato il patto di amicizia. Le origini del legame tra Pescina e Procida vanno rintracciate nella storia del fratello di Silone (vero nome Secondino Tranquilli), Romolo Tranquilli, morto nel carcere di Procida a soli 27 anni. Il 12 aprile 1928, Romolo Tranquilli fu coinvolto nell’attentato che i fascisti ordirono contro il Re Vittorio Emanuele III alla fiera campionaria di Milano. Arrestato il giorno seguente con l’accusa di essere responsabile della strage (morirono 20 persone e 23 rimasero ferite), Romolo fu rinchiuso nel carcere di San Vittore a Milano dove fu sottoposto a pesanti torture che gli procurarono la frattura di due costole. Da lì iniziò un calvario fino alla morte del 27 ottobre 1932 nel penitenziario di Procida.
«Nel 2022», si legge nella delibera della giunta di Pescina, «le amministrazioni comunali di Procida e Pescina, nel ricordo dei fratelli Tranquilli, hanno realizzato eventi all’insegna dei valori di giustizia e libertà che illuminarono le esistenze di Ignazio Silone e del suo sfortunato fratello».(l.p.)
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