Un pavimento dell’antica Roma: si scava alla ricerca di una villa

18 Novembre 2021

Il ritrovamento nell’area di Tagliacozzo dov’è prevista la nascita di una mega centrale fotovoltaica La tecnica costruttiva ha oltre 2.000 anni, esempi simili a Marsala, Villa Adriana di Tivoli e Napoli

TAGLIACOZZO. Gli scavi in località Camerata di Tagliacozzo hanno portato alla luce un pavimento risalente a oltre 2000 anni fa. La straordinaria scoperta è avvenuta per caso. L’area, che si aggira sui quattro ettari, lo scorso anno era stata scelta da una società per realizzarvi un mega-impianto fotovoltaico, da 440 watt, ottenendone a marzo l’autorizzazione da parte della Regione Abruzzo. In questi casi, però, per legge, prima di iniziare i lavori, bisogna effettuare un’indagine preliminare per escludere che l’area sia di interesse archeologico. Compito che spetta alla Soprintendenza. Avviati i sondaggi, sono subito affiorati frammenti di ceramica e di mattoni. Proseguendo, è venuto in superficie, in perfetto stato di conservazione, un pavimento di mattoni, di forma rettangolare, disposti a spina di pesce.
Una tecnica costruttiva risalente all’antica Roma e definita opera spicata (opus spicatum). Marco Vitruvio Pollione, architetto e scrittore romano, nel trattato sull’Archeologia (De Architectura), pubblicato nel 15 a.C. e dedicato ad Augusto, l’addita come modello, in quanto dava maggiore stabilità alla struttura, la quale resisteva meglio ai movimenti sismici. Pavimenti simili sono stati rinvenuti, oltre che a Roma, nell’area archeologica dell’antica Lilibeo (l’odierna Marsala), a Villa Adriana di Tivoli, e nel mese di giugno dello scorso anno, nel centro storico di Napoli.
Tale tecnica costruttiva nella Roma antica veniva adottata generalmente per i pavimenti dei cortili e delle terrazze delle ville. Questo fa pensare che il pavimento a spina di pesce scoperto a Camerata di Tagliacozzo facesse parte di un complesso abitativo che ulteriori scavi potrebbe riportare alla luce. E poiché l’area interessata è a ridosso della Tiburtina Valeria, e faceva parte del territorio di Alba Fucens, colonia e fedele alleata di Roma, non è da escludere che la eventuale domus, della quale il pavimento faceva parte, appartenesse a un importante e facoltoso abitante di Alba. Le attività archeologiche proseguiranno.
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