Un ponte con la Germania per la nuova Via Sveva

La proposta della professoressa Micalizio nel 750° anniversario della battaglia di Tagliacozzo tra Corradino e Carlo d’Angiò. L’itinerario da Andria a Jesi
TAGLIACOZZO. Nel 1994, Laura Micalizio, già docente nella scuola media di Tagliacozzo, suggerì ai comuni di Tagliacozzo e Sante Marie la creazione del “sentiero di Corradino”, che l’ultimo rampollo degli Hohenstaufen si presume possa avere percorso, dopo aver lasciato Roma, per raggiungere i Piani Palentini, dove avvenne la storica battaglia con Carlo d’Angiò, conosciuta come “battaglia di Tagliacozzo”.
Quel sentiero, divenuto successivamente “Cammino dei briganti”, viene oggi percorso da turisti provenienti da tutta Europa, affascinati dalle bellezze del paesaggio e dall’ospitalità della popolazione dei borghi che il sentiero attraversa. Ma la Micalizio in questi anni ha coltivato anche un altro sogno, ben più ambizioso: la creazione di una “Via Sveva”: da Palermo, dove Federico II, nonno di Corradino, aveva trasferito la sede dell’impero, a Goppingen, in Germania, sede del casato degli Hohenstaufen.
Le tappe più significative del percorso sarebbero Andria, Benevento, Tagliacozzo, Scurcola Marsicana, Sante Marie, Siena e Jesi: città che videro l’inizio (Jesi), il periodo del massimo splendore (Palermo) e la fine (Tagliacozzo) della dinastia sveva – che il Papa definiva «razza di vipere» – il cui sogno era quello di unificare l’Italia.
Diversamente dagli Svevi, che sulla loro strada avevano incontrato il Papa, determinato a difendere lo Stato Pontificio, con l’aiuto dei francesi (Carlo d’Angiò era fratello del re di Francia), la Micalizio, che nella sua lunga attività di insegnante ha promosso una serie di iniziative per inculcare nei ragazzi, attraverso il tragico destino di Corradino, l’amore per la pace tra i popoli, il suo sogno sicuramente potrà realizzarlo.
L’aver riproposto l’idea nella ricorrenza dei 750 anni della famosa battaglia, si è rivelata una scelta felice. Infatti, oltre all’entusiastica adesione all’iniziativa della Fondazione Federico II di Jesi (Ancona) e dell’Associazione Federiciana delle Puglie, che le ha voluto, durante una cerimonia nel municipio di Tagliacozzo, alla presenza del sindaco, conferirle un attestato di stima e riconoscenza, la Micalizio, per la realizzazione del suo progetto, ha ottenuto anche la disponibilità dei Comuni interessati.
Intanto sulla ricorrenza dei 750 anni della storica battaglia, che si svolse il 23 agosto 1268, è d’obbligo fare delle considerazioni. Sia Tagliacozzo che Scurcola hanno cercato con manifestazioni varie di ricordare al meglio l’evento. Degno di elogio è stato il coinvolgimento anche delle scuole. Peccato però che i due paesi, anziché collaborare, abbiano deciso di fare per conto proprio.
Ci si sarebbe poi aspettati che Tagliacozzo cogliesse l’occasione per erigere un cippo o dedicare una strada o una piazza ai protagonisti (Corradino e Carlo d’Angiò) della battaglia che l’hanno resa famosa in tutto il mondo.
Un desiderio più volte espresso da più parti, che però si è infranto contro l’indifferenza di tutte le amministrazioni che si sono succedute. Quella attuale, approfittando della ricorrenza, avrebbe potuto fare eccezione. Ma non è accaduto. Scurcola, invece, l’ha fatto già da un pezzo.
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