Un progetto al Gal per il futuro del sito Alba Fucens

18 Dicembre 2020

Il Comune di Massa d’Albe punta a sistemare l’ex scuola e a migliorare i percorsi pedonali e ciclabili dell’area

MASSA D’ALBE. Esiste un sito identitario della storia e della cultura della Marsica e con delle potenzialità che ne farebbero il luogo simbolo dello sviluppo turistico del territorio? È questa la domanda che si è posta la presidente del Gal Marsica, Lucilla Lilli, quando a ottobre ha indetto il bando per un appalto concorso denominato "Identità uno - Il luogo". Il termine per la presentazione dei progetti, che verranno esaminati da un'apposita commissione, è scaduto il 14 dicembre.
Quanti siano stati i partecipanti non è dato sapere, Quello che è certo è che il Comune di Massa d’Albe, nel cui territorio si trova Alba Fucens, il sito archeologico romano definito la Pompei d'Abruzzo, ha colto al volo l'opportunità offertagli dal Gal. L'ufficio tecnico, con a capo l'ingegnere Vittoriano Berardicurti, si è messo subito al lavoro, redigendo un progetto di fattibilità denominato "Alba Fucens". Il progetto, che la giunta Lucci il 10 dicembre ha approvato all'unanimità, prevede l'esecuzione delle seguenti opere: interventi di manutenzione dell'ex scuola di Albe, adibito a ufficio turistico, con sistemazione a verde delle aree esterne all'edificio, incremento della fruibilità dei percorsi pedonali e ciclabili che si trovano in prossimità del sito archeologico e che verranno dotati di tabelle e bacheche. Se il progetto di fattibilità avrà l'ok dal Gal si passerà subito alla progettazione esecutiva e all'appalto dei lavori, il cui costo si aggira sui 100.000 euro. Il Comune di Massa d’Albe intende muoversi con estrema rapidità in vista della inaugurazione del museo archeologico della Marsica prevista per la prossima primavera. Il museo, nel quale troveranno finalmente sistemazione le migliaia di reperti venuti alla luce durante gli scavi di Alba Fucens, iniziati nel 1949, e oggi custoditi in vari depositi della Soprintendenza, darà sicuramente un impulso al turismo. Si prevede infatti un incremento dell'afflusso di visitatori e studiosi, da tutto il mondo, desiderosi di ammirare oltre al sito anche i tesori che questo ci ha restituito dopo 2.000 anni. Il Comune di Massa d’Albe intende fare la sua parte, garantendo agli ospiti i servizi e la sicurezza. Il museo sorgerà nel locali del convento benedettino con annessa la chiesa di San Pietro, Tempio etrusco-italico del III secolo d.C., divenne chiesa cristiana e abbazia benedettina nel XII secolo. Nel terremoto del 1915 la chiesa fu gravemente danneggiata. Ma la si è riportarla al suo antico splendore. Tanto da far dire a Cesare Brandi, fondatore nel 1938, insieme a Giulio Argan, dell'Istituto centrale per il restauro, che la ricostruzione della chiesa di Alba va presa come «esempio». «Si tratta, scrive Brandi in Terre d'Italia, «del restauro di gran lunga il migliore che sia stato compiuto nel dopoguerra in Italia».
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