Un robot che riduce i problemi di chirurgia

Presentato il “Da Vinci” donato da Fondazione Carispaq e Fondo etico a disposizione degli ospedali
L’AQUILA. Tecnologia al top, nella chirurgia della Asl 1 Abruzzo, grazie all’ultima versione del robot Da Vinci. Campo visivo del chirurgo ingrandito 10 volte, precisione assoluta nel taglio, sanguinamento ridotto, degenze dimezzate nel post-operatorio. Sono questi, in sintesi, i punti di forza del robot di ultimissima generazione (di cui attualmente in Italia vi è solo un altro esemplare) presentato ieri mattina all’ospedale San Salvatore dal manager Rinaldo Tordera e dal dottor Luigi Di Clemente, direttore del reparto di Urologia. L’ultima creatura dei robot chirurgici è stata ceduta in comodato d’uso alla Asl dall’ azienda produttrice e il suo uso è stato reso possibile grazie al finanziamento della fondazione Carispaq, che ha messo a disposizione 160.000 euro, e del Fondo etico dell’Ance per la ricostruzione, che ha stanziato ulteriori 80.000 euro. Una disponibilità complessiva di 240.000 euro, che verrà utilizzata per l’acquisto dei kit necessari per gli interventi.
«La Fondazione Carispaq ha inteso sostenere, con un significativo contributo, il progetto promosso dalla Asl aquilana di dotarsi del robot chirurgico», ha detto il presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani, presente insieme al segretario David Iagnemma. «Un intervento che si colloca nell'ambito dell'azione della Fondazione a sostegno dello sviluppo socio economico del territorio e de benessere della comunità», ha concluso. «L’avvento del robot Da Vinci segna una svolta per la Asl, poiché il chirurgo non è più a contatto col paziente, ma aziona a distanza dei braccetti (4 in tutto)», ha detto Tordera, «con cui esegue le manovre operatorie con una precisione pressoché assoluta, avvalendosi di un monitor ad altissima qualità di immagine. L’efficacia del nuovo strumento chirurgico consentirà di incidere con grandissima precisione solo i tessuti interessati dall’intervento, con l’effetto di ridurre di molto i sanguinamenti e la sofferenza post operatoria». Il primo a usarlo è stato il dottor Di Clemente, che ha effettuato alcuni interventi e ha mostrato il funzionamento del macchinario, a disposizione di tutti gli ospedali della provincia.

