«Un salasso di sangue»

I primi 30 giorni (difficili) del sindaco: in un mese solo guai
L’AQUILA. «Un mese, e mi sono trovato solo grane. Alcune molto grandi, come le scuole – in particolare il Cotugno – e questa di Impregilo».
Il sindaco Pierluigi Biondi traccia un mini-bilancio di questo primo mese di amministrazione di centrodestra.
Sindaco Biondi, quali sono i problemi che le tolgono il sonno?
«C’è di tutto, una situazione difficile. E non lo dico per criticare o fare polemiche contro il mio predecessore Massimo Cialente o il centrosinistra. Perché chi arriva dice sempre che quello che è stato fatto fino a quel momento è tutto sbagliato, solo per principio. Io non lo dico per principio: qui è un vero disastro. I problemi sono tanti e molto seri e per alcuni dobbiamo trovare una soluzione in fretta».
Come i 14 milioni che Impregilo può venire a prelevare dalle casse comunali in qualsiasi momento?
«Purtroppo sì e non possiamo farci nulla. Che dovrei dire? Paghiamo e basta? Per il nostro Comune sarebbe un salasso di sangue. Posso solo chiedere a Impregilo, un colosso dell’imprenditoria italiana, di mettersi una mano sulla coscienza e valutare la possibilità di concordare la forma più conveniente, per noi e per loro, di pagamento. Perché non si può dare battaglia, la decisione del giudice è definitiva».
Altra grana, il Progetto Case.
«Stiamo studiando con Giampiero Marchesi, coordinatore della Struttura di missione, di impegnare somme del Cipe per individuare una strategia definitiva per la manutenzione, l’uso, l’organizzazione, l’inibizione e la gestione del complesso. E stiamo lavorando per chiedere al governo fondi straordinari».
E le vecchie bollette? Come farà a esigerle senza contabilizzatori?
«Il discorso del pregresso lo dobbiamo affrontare».
Veniamo alle scuole. La priorità è il Cotugno.
«Ho già incontrato il presidente in pectore della Provincia – perché l’edificio è di sua proprietà – Angelo Caruso, e credo che la soluzione sia la Optimes. Bisogna partire subito con i lavori. Ho parlato anche con Raffaele Gallucci (che è in attesa di dirimere la controversia sulla proprietà dell’immobile, ndr) e si è impegnato a metterlo a disposizione. Questo dovrà avvenire per l’inizio dell’anno scolastico. Lavoriamo comunque a stilare una mappa delle strutture da utilizzare. Al momento il problema principale è il Cotugno, dopo l’ordinanza del Tar che impone adeguamenti strutturali, dopo il decreto che ha fatto seguito al terremoto del 18 gennaio».
Senza dimenticare la grana del Teatro comunale...
«Ho già incontrato il Mibact e faremo una valutazione generale sui lavori e le perizie».
Chi le paga?
«L’impresa, se ha sbagliato; funzionari e tecnici del Mibact, che è la stazione appaltante, se a sbagliare sono stati loro».
In queste ore il sindaco è anche alle prese con le grane derivanti dal mondo dello sport: L’Aquila Calcio e L’Aquila Rugby in primis.
«È vero, anche se il rugby è più semplice: quest’anno si può programmare un campionato con risorse meno importanti e puntare sui giovani, visto che non ci sono retrocessioni dalla Serie A. Si può predisporre un progetto biennale. Altra situazione, invece, la società di calcio. Il discorso qui è più complicato. Oggi incontro Fioravanti e se non dovesse concretizzarsi la vendita agli imprenditori romani, ho fatto già un appello a quelli locali. Altrimenti il club può sempre acquistarlo Impregilo...».
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