Un super elicottero contro le fiamme

27 Agosto 2017

Il comandante dei vigili: «Da oggi c’è un Erickson». E il sindaco Casini minaccia le dimissioni: lo Stato deve fare di più

SULMONA. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso si è detto «fiducioso che dalla sinergia di tutte le numerose forze messe in campo dal sistema di Protezione civile, nel volgere di qualche giorno potremo finalmente avere la meglio su un rogo di enormi dimensioni che sta interessando un patrimonio boschivo di immenso valore ambientale, reso ancora più importante dalla presenza di luoghi e testimonianze legate alla vita di Pietro dal Morrone».
Intanto i sindaci di Pratola e Sulmona si muovono su due piani diversi. Quello di Pratola invita i volontari a salire sul Morrone per fronteggiare l’avanzata del fuoco, mentre Annamaria Casini firma un’ordinanza per vietare di intervenire a chi vuole rendersi utile. E minaccia le dimissioni, chiedendo allo Stato «di fare di più». Il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Domenico De Bartolomeo, in conferenza ha replicato: «Lo Stato è presente, al gran completo, in tutte le sue componenti», e ha annunciato da oggi l’arrivo di un “super” elicottero Erickson, che scaricherà sull’incendio del Morrone diecimila litri d’acqua. Un elicottero che ha una capacità di tempi più veloci di carico e scarico e che può accedere in riserve idriche impossibili per il Canadair. Però ha solo 6 ore di autonomia. Un rinforzo comunque per affrontare l’emergenza che da una settimana sta vivendo la Valle Peligna a seguito dell’incendio che ha già divorato gran parte della montagna sacra a Celestino V, il Monte Morrone. E mentre dalle 6 di mattina da Pratola trenta volontari, accompagnati dell’assessore alla montagna Fabiana Donadei, hanno imboccato la strada che li ha portati sul Colle delle Vacche, dove in poche ore hanno raccolto quintali di legna togliendo linfa a un eventuale arrivo del fronte del fuoco, a Sulmona partiva la protesta davanti alla chiesa delle Marane.
«Tutti i nostri interventi, già da mercoledì scorso, sono stati condotti con la massima prudenza, siamo gente di montagna, quindi esperti e abilitati a intervenire in questi casi di emergenza. Non riusciamo a capire la decisione del sindaco di non farci salire in montagna», affermano in coro i volontari, tra cui gli imprenditori Piergiorgio Schiavo, Marco Tirimacco e il poliziotto in pensione Tarcisio Iacovone.
«Abbiamo segnalato sempre tempestivamente le presenze delle persone in campo. Non riusciamo a capire questa decisione, mentre è sotto gli occhi di tutti che la montagna sta bruciando, nonostante il costante intervento degli aerei. In tre giorni siamo riusciti a fronteggiare l’incendio isolando le fiamme dalla chiesetta di San Pietro», afferma Schiavo. «Il nostro pensiero è solo per la montagna che brucia e restiamo a disposizione giorno e notte per poter dare il nostro contributo».
Intanto il sindaco di Pratola, Antonella Di Nino, elogiando lo sforzo dei volontari, sottolinea tutta l’importanza dell’operazione avviata ieri mattina per prevenire nuovi incendi. «Una volta autorizzata dal Parco è partita subito, sotto il controllo del Comune, l’operazione di pulizia della zona del Rifugio di Colle delle Vacche, con l’importante costruzione della linea tagliafuoco già da ieri, per limitare i danni di un possibile avanzamento delle fiamme. È un fronte troppo pericoloso e agire con ritardo può essere letale».
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