Un triumvirato guiderà il Pd verso le elezioni

Rapino sarà affiancato da due autorevoli esponenti del partito: Fusco e Mezzetti Al vaglio le posizioni di coloro che con le dimissioni hanno fatto cadere Ranalli
SULMONA. Si ricomincia da tre e come nell’antica Roma toccherà a un triumvirato guidare il circolo sulmonese del Partito democratico fino alle elezioni amministrative di giugno e poi al nuovo congresso. Lo hanno deciso i vertici regionali del partito che hanno affiancato al segretario Marco Rapino, l’ex consigliere provinciale Amedeo Fusco e il segretario provinciale Mario Mezzetti.
Troppo importante e troppo elettrica la situazione politica nel capoluogo peligno, un avamposto che il Partito democratico non ha assolutamente voglia di perdere. E in questo momento in cui c’è da preparare la campagna elettorale in molti Comuni abruzzesi, Rapino non avrebbe potuto, da solo, fronteggiare il delicato momento che sta attraversando il circolo di Sulmona. «Il segretario Marco Rapino e tutta la segreteria regionale hanno a cuore le vicende di Sulmona e pensano più all’interesse della città che ai personalismi», afferma il neo sub-commissario Amedeo Fusco. «Dobbiamo far sì che il buon senso, che c’è, non se ne stia nascosto per paura del senso comune. Per il momento ogni valutazione su alleanze e strategie in vista delle prossime elezioni è sicuramente prematura. Prima si procederà a sentire gli iscritti, uno per volta, poi si procederà nella più ampia condivisione a stilare le liste. Il Partito democratico deve essere un partito di voti. Di voti intesi come auspicio per il territorio e non di veti». Per Fusco «ogni posizione politica non dovrà essere utilizzata come posizione di ricatto ma come posizione di riscatto, per il partito e per la città».
Per l’avvio della fase elettorale Fusco ha quindi precisato che il Pd si confronterà con tutte le forze politiche con cui collabora ad ogni livello, a cominciare dai partiti che fanno parte della coalizione che sostiene D’Alfonso. Toccherà poi al segretario regionale e ai suoi due collaboratori comporre le liste dei candidati democratici alle elezioni amministrative. E a proposito di candidature il sub commissario ha precisato che «la commissione regionale di garanzia si pronuncerà sul caso degli ex consiglieri comunali Alessio Di Masci e Fabio Ranalli, quest’ultimo anche ex segretario del circolo sulmonese che firmando le dimissioni insieme ad altri sette consiglieri di minoranza, ha decretato la fine anticipata dell’era del sindaco Peppino Ranalli». Anche se l’impressione è che i due resteranno a pieno titolo nel Partito democratico. Mandarli via significherebbe accentuare il solco di divisione all’interno del circolo peligno. Troppo rischioso in un momento decisivo in cui è in gioco il futuro amministrativo della città. E questo i vertici regionali lo hanno capito da tempo.
Fusco ha ribadito l’importanza primaria di un obiettivo che il Pd sulmonese deve cogliere, quello che Sulmona sia città-territorio e vera guida dell’intero comprensorio.
Tutto il resto, almeno per adesso, passa in secondo piano.
Claudio Lattanzio
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