Un viaggio a ritroso nell’Avezzano che fu

Architettura e palazzi del pre-sisma 1915, monumenti, momenti di vita rivivono nel 3D di Carlo Scoccia
AVEZZANO. Alla riscoperta dell’Avezzano che fu: architetture e palazzi di un tempo, scorci della città perduta, momenti di vita quotidiana pre-terremoto del 1915, rivivono in un 3D donato al Comune dall’architetto Carlo Scoccia, con l’obiettivo di stimolare la cultura della prevenzione: il video, un collage che riproduce un fantastico viaggio all’indietro, fino ai primi anni del secolo scorso, «non vuole essere solo una mera rievocazione della città perduta e un invito a migliorare l’estetica degli interventi urbanistici e architettonici», precisa Scoccia, autore dell’opera, realizzata con l’ausilio del figlio Marco e dell’architetto Massimo De Sanctis, dirigente del settore Cultura del Comune, «ma anche un utile spunto di riflessione su quelli che sono, tuttora, gli atteggiamenti della popolazione verso i terremoti e la sottovalutazione del rischio che deriva da questi fenomeni, sempre attivi».
Il viaggio a ritroso nell’Avezzano che fu è una scoperta continua di angoli e scorci scomparsi, scene di vita quotidiana, il mercato di un tempo, mentre si può ammirare anche il Castello Orsini con la sopraelevazione, crollata il giorno del sisma, 13 gennaio 1915. «Camminando per Avezzano e guardandosi in giro», aggiunge Scoccia, «non sempre si percepisce un ambiente urbano esteticamente apprezzabile. Delle architetture di un tempo, quelle che prima del terremoto del ’15, determinavano spazi suggestivi ed esteticamente gradevoli, intimi e ricchi di vita comune, non è rimasto più neanche il ricordo. È vero, non è più possibile recuperare ciò che è andato perduto, ma è possibile far rivivere quei luoghi con la grafica digitale, affinché il particolare calore a suo tempo esplicato sia di stimolo per la connotazione di future, ma non anacronistiche, architetture e altri interventi».
La lezione della storia, quindi, deve servire da monito per il futuro in questa terra ballerina. «Il terremoto del 1915, insieme a quello di Messina (1908), fu uno degli eventi sismici più disastrosi in Italia a memoria d’uomo. E nonostante i notevoli progressi tecnici e tecnologici, sono ancora molte le persone che non hanno la dovuta consapevolezza dell’elevata pericolosità sismica della nostra zona». (m.s.)
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