Una carriera sulle orme del padre
Adriano Incrocci aveva collaborato in diverse pellicole che hanno fatto la storia della commedia italiana del dopoguerra. Sulle spalle portava il peso di essere figlio di Agenore Incrocci, in arte...
Adriano Incrocci aveva collaborato in diverse pellicole che hanno fatto la storia della commedia italiana del dopoguerra.
Sulle spalle portava il peso di essere figlio di Agenore Incrocci, in arte Age che, insieme a Furio Scarpelli, ha scritto le più belle pagine del cinema italiano. Aveva collaborato nella sceneggiatura del fllm commedia “Il conte Max” del 1991 diretto da Christian De Sica, secondo remake del film “Il signor Max”.
Il legame della famiglia Incrocci con Pescasseroli è stato sempre molto stretto. Nel cimitero della cittadina montana sono già sepolti i suoi genitori, Agenore Incrocci e Odette Giraud, come pure suo fratello Alessandro, morto giovanissimo. Grazie all’attività del padre, Adriano aveva conosciuto Ettore Scola con cui aveva avuto diverse collaborazioni. Dopo il suo ritorno dagli Stati Uniti sembra avesse cambiato stile di vita. L’ex sceneggiatore negli ultimi anni era diventato molto solitario e ancor più riservato. Era originario di Roma ma aveva deciso di vivere nella sua casetta di montagna. Era molto legato a Pescasseroli, così come il padre che chiese esplicitamente di essere sepolto nel cimitero del paese. E il sogno di Age di riunire la sua famiglia, che non si è potuto concretizzare in vita a causa dei numerosi impegni di lavoro, potrebbe avvenire adesso a Pescasseroli. (p.g.)

