Una casa nel Parco per tre orsi lituani

Pescasseroli, sono stati sequestrati a un circo e trasferiti nel Centro visite dell’ente. Dal 4 luglio sarà possibile vederli
PESCASSEROLI. La preparazione è durata mesi. E di mezzo c’è stato anche il Covid 19. Finalmente ieri ha avuto conclusione la straordinaria operazione internazionale che ha portato a Pescasseroli, nel Centro Visite del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, tre orsi bruni europei vittime di un passato di persecuzioni, maltrattamenti e deprivazioni, detenuti per anni a Joniskis, una piccola cittadina situata in Lituania.
La missione di salvataggio è stata resa possibile grazie alla collaborazione di una serie di realtà associative e istituzionali, italiane ed europee, che sono riuscite a mettere in campo tutti gli sforzi necessari per rendere possibile quello che ad oggi può essere considerato un piccolo miracolo: l’associazione “Salviamo gli Orsi della Luna”; il ministero dell’Ambiente della Lituania, l’organizzazione lituana “Gyvunu Teisiu Apsaugos Organizacija”. E poi la Fondazione italiana Capellino che sostenuto le spese di trasporto e naturalmente il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che ha accolto i tre esemplari a Pescasseroli, nel proprio Centro Visite, con il via libera della Commissione Scientifica Cites.
I tre plantigradi, un maschio di circa 10-15 anni e due femmine, una molto anziana, quasi 30 anni, l’altra di oltre 10 anni di età, sono stati sequestrati dal ministero dell’Ambiente lituano a un circense in Lituania che li sfruttava facendoli esibire nei circhi e li deteneva in condizioni di deprivazione, obbligandoli a passare le loro giornate in una “prigione” del tutto inadeguata alla loro natura: ricoveri senza finestre, recinzioni fatiscenti, inferriate arrugginite, nessuna vasca con l’acqua e neppure semplici mangiatoie e abbeveratoi.
La vera svolta per gli animali è avvenuta quando, dopo il sequestro, è stata trovata la loro “nuova casa” nel Centro Visite di Pescasseroli, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise dove i tre orsi trascorreranno la loro nuova vita in un ampio recinto protetto, con un ricovero e due laghetti per fare il bagno, sotto il controllo e le cure del dottor Leonardo Gentile, responsabile del Servizio Veterinario del Parco, e del personale specializzato addetto alla gestione quotidiana dell’area.
Il direttore del Parco, Luciano Sammarone, spiega che i tre orsi bruni europei, in nessun modo entreranno in contatto con la popolazione di orso bruno marsicano. Saranno sterilizzati e custoditi in un’area per orsi, appositamente costruita, nel Centro Visite di Pescasseroli. Tra l’altro, questo tipo di animali, sottolineano al Pnalm, non possono essere liberati in natura, perché dopo anni passati in cattività e a stretto contatto con l’uomo, non potrebbero sopravvivere in alcun modo.
Trasferire i tre orsi è stata una missione davvero impegnativa. Gli orsi sono stati addormentati, preparati e caricati nelle apposite gabbie, per un viaggio condotto con la massima attenzione rispetto al loro benessere e alla loro sicurezza. Sono stati utilizzati mezzi speciali con un ambiente climatizzato, il costante monitoraggio dei veterinari messo a disposizione dall’Associazione “Salviamo gli orsi della luna” (Marco Campolo, William Magnone, Piero Laricchiuta) e un trasportatore di grande esperienza, Leonardo Boccanera.
Insieme ad una nuova casa, finalmente, i tre esemplari hanno ricevuto anche un nome. La Fondazione Capellino ha scelto per il maschio: Brumo e per la femmina giovane: Nita, mentre l’Ente Parco ha scelto il nome per la femmina anziana: Greta. Dal 4 luglio sarà possibile vederli presso il Centro Visite del Parco, che riaprirà dopo il lungo periodo di chiusura, causa Covid 19.

