Una colletta per le campane dell’Annunziata

Costituito un comitato: vogliamo ridare voce ai rintocchi che hanno scandito la storia della città
SULMONA. Una colletta per restituire la “voce” alle campane della chiesa dell'Annunziata, che hanno scandito i momenti più importanti dei sulmonesi. Per raccogliere i fondi si è costituito un comitato, guidato da Fausto Gabriele, custode della chiesa. «Il piccolo contributo di tanti può ottenere un grande risultato», sottolinea Gabriele, auspicando che la sensibilità dei sulmonesi possa portare nuova voce alle campane, oggi mute a causa di un impianto troppo vecchio. Quelle campane con il loro suono imponente, che riesce a diffondersi in tutta la città e il circondario, segnano le ricorrenze e feste religiose più importanti dell'anno. A quelle campane e in particolare al suono del campanone, è legata una tradizione antichissima, risalente a fine Ottocento. È la tradizione nota come “cavoli, pesce e baccalà”. Il suono del campanone il 24 novembre e per un mese, fino alla serata della vigilia del Natale, annuncia l'imminenza della festa più attesa e più suggestiva dell'anno. Ma prima il sisma che ha lievemente toccato anche la chiesa dell'Annunziata, poi l'impianto campanario troppo vecchio, hanno fermato la tradizione di “cavoli, pesce e baccalà”, che prende nome dalla pietanza tipica cucinata nella sera della vigilia di Natale nelle case dei sulmonesi. Ma altre feste e tradizioni sono ricordate dal suono delle campane dell'Annunziata. Nel corso della tradizionale processione, subito dopo la Corsa della della Madonna, le campane diffondendo il loro suono durante il passaggio della statua della Vergine. Così come le campane diffondono il loro suono lugubre nel primo pomeriggio della festa di Tutti i Santi, nel momento dell'avvio della processione in onore dei defunti, organizzata dall'arciconfraternita della Santissima Trinità. Storica è rimasta la “scampanata a festa” dell'8 dicembre 1987. L'allora senatore emerito Michele Celidonio, scomparso nel 2003, per festeggiare il primo incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan e quello dell'allora Unione Sovietica, Michail Gorbaciov, volle che suonassero a festa le campane, come auspicio di una nuova era di distensione tra le superpotenze e di pace nel mondo.(c.l.)
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