Una fuga volontaria e numerosi depistaggi

4 Luglio 2022

“Chi l’ha visto?” si era occupata del caso, anche un vocale inviato dalla giovane alla trasmissione

GIOIA DEI MARSI. Lorena Giancursio si era allontanata dalla casa di Gioia, dove vive con i nonni, intorno alle 21 di sabato 28 maggio. Le sue tracce si erano perse e il telefono, un iPhone 13, aveva smesso di squillare. Un caso di scomparsa che con il trascorre del tempo preoccupava sempre di più. Se ne era subito interessata la trasmissione Rai “Chi l’ha visto?” Ma le segnalazioni arrivate nei primi giorni erano state poche. Il primo vero scossone era arrivato il 3 giugno, con una segnalazione anonima ai carabinieri della stazione del piccolo comune marsicano. «Lorena era in macchina con una persona vicino al lago». Il riferimento era al laghetto di Aschi, una pozza fangosa naturale nei pressi di Gioia. Sul posto erano arrivati i sommozzatori dei vigili del fuoco che, alla presenza dei carabinieri, avevano scandagliato il fondo del laghetto. Dopo tre giorni di ricerche e angoscia non c’era stato alcun riscontro. La fonte anonima non era evidentemente attendibile. Forse un depistaggio. Qualche giorno dopo erano stati esaminati i tabulati della sua utenza telefonica ma non avevano fornito elementi significativi. Il suo iPhone nel frattempo, era stato ritrovato in mano a un marocchino di Roma, a cui era stato venduto. Indizi che però non hanno mai portato a nulla. A riaccendere le speranze era stata una telefonata arrivata a “Chi l'ha visto?”. Nel messaggio lasciato in segreteria una voce giovanile che diceva di essere Lorena, in cui la ragazza sosteneva di stare bene e chiedeva di essere lasciata in pace. L’audio ascoltato dai nonni, era stato ritenuto verosimile. Adesso è arrivata la conferma che quella voce era di Lorena. (p.g.)