Una lotta con l’Ue iniziata nel 2012

La querelle delle tasse da restituire è cominciata nell’ottobre 2012, quando l’Unione europea ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti del governo italiano. Gli abbattimenti fiscali...
La querelle delle tasse da restituire è cominciata nell’ottobre 2012, quando l’Unione europea ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti del governo italiano. Gli abbattimenti fiscali concessi alle imprese aquilane dopo il terremoto del 2009, superiori alla soglia dei 200mila euro, vennero ritenuti agevolazioni che turbavano il mercato.
Da Bruxelles arrivò la richiesta di esecuzione di recupero delle imposte non versate e l’Europa restò ferma sulle sue posizioni, nonostante la levata di scudi delle istituzioni e delle associazioni di categoria. La prima boccata d'ossigeno a dicembre del 2019. Quando ormai è alle porte la restituzione di oltre 130 milioni da parte di decine di aziende che rischiano il tracollo, con conseguente la perdita di centinaia di posti di lavoro, nel decreto milleproroghe – varato dal governo –viene inserita una proroga di sei mesi, nel tentativo di individuare una soluzione. La svolta avviene lo scorso febbraio, quando il ministro agli Affari Europei Vincenzo Amendola ha finalmente annunciato i nuovi parametri concordati con l’Unione europea per tirare fuori dalla partita buona parte delle imprese coinvolte.
Ieri la tanto attesa conferma.(r.s.)
Da Bruxelles arrivò la richiesta di esecuzione di recupero delle imposte non versate e l’Europa restò ferma sulle sue posizioni, nonostante la levata di scudi delle istituzioni e delle associazioni di categoria. La prima boccata d'ossigeno a dicembre del 2019. Quando ormai è alle porte la restituzione di oltre 130 milioni da parte di decine di aziende che rischiano il tracollo, con conseguente la perdita di centinaia di posti di lavoro, nel decreto milleproroghe – varato dal governo –viene inserita una proroga di sei mesi, nel tentativo di individuare una soluzione. La svolta avviene lo scorso febbraio, quando il ministro agli Affari Europei Vincenzo Amendola ha finalmente annunciato i nuovi parametri concordati con l’Unione europea per tirare fuori dalla partita buona parte delle imprese coinvolte.
Ieri la tanto attesa conferma.(r.s.)

